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02/02/2014 PARTONO FINALMENTE I MUTUI AGEVOLATI PER ACQUISTARE O RISTRUTTURARE CASA

Buone notizie per il mercato immobiliare e per chi intende comprare o ristrutturare casa. La Cassa Depositi e Prestiti mette a disposizione delle banche 2 miliardi di euro per l'erogazione di mutui a tasso agevolato. Il Plafond Casa scaturito dall'accordo tra la Cassa Depositi e Prestiti e l'Associazione Bancaria Italiana, operativo dal 7 gennaio, consentirà o renderà più semplice l'acquisto di una casa, sia che si tratti di prima o seconda abitazione.

Due miliardi di euro verranno messi a disposizione delle banche che aderiranno all'iniziativa per l'erogazione di mutui a tasso agevolato, che potranno raggiungere anche il 100% del valore dell'immobile. Attraverso il Plafond Casa verrà finanziato, tramite mutui garantiti da ipoteca, l'acquisto di immobili residenziali. Naturalmente verrà data priorità all'acquisto di prime abitazioni in classe energetica A, B oppure C e agli interventi di ristrutturazione volti a migliorare l'efficienza energetica.

Altra priorità riguarderà le giovani coppie, anche se conviventi e non sposate, così come le famiglie numerose con almeno 3 figli, e i nuclei familiari con un componente disabile. I prestiti concessi a chi desidera acquistare casa potranno raggiungere anche il valore totale dell'immobile e potranno essere a tasso fisso o variabile, con durata di 10, 20 o 30 anni.

Ogni Istituto di Credito potrà ricevere un massimo di 150 milioni di euro per erogare 3 tipologie di mutuo con diversi importi limite: per l'acquisto di prima casa senza interventi di ristrutturazione il prestito può raggiungere i 250.000 euro, per gli interventi di ristrutturazione migliorando l'efficienza energetica il mutuo potrà arrivare fino a 100.000 euro, mentre per l'acquisto della prima casa con interventi di ristrutturazione e accrescimento dell'efficienza energetica il tetto massimo del prestito sarà fissato a 300.000 euro.

Verrà attivato un meccanismo di controllo per assicurarsi che i benefici del Plafond Casa ricadano realmente sui cittadini. Nei contratti le banche saranno tenute a specificare il tasso a cui si sono finanziate presso la Cassa Depositi e Prestiti e lo sconto che verrà applicato ai mutuatari rispetto alle normali condizioni. Le buone notizie sembrano non finire qui. I 2 miliardi del Plafond Casa non sono l'unica risorsa per riattivare il credito, la CDP si riserva la facoltà di apportare nuove risorse. Risorse che si spera possano permettere l'arresto della spirale negativa e la lenta ripresa del mercato immobiliare. Le prime banche stanno finalmente aderendo alla convenzione e, pertanto, a breve, sul mercato sarà lanciata questa nuova possibilità.

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31/01/2014 ASSOCIAZIONI DEI CONSUMATORI - CONSOB: PRESENTATO OGGI IL PROGETTO DELLA CARTA DEGLI INVESTITORI

Maggiore trasparenza nel rapporto tra intermediari finanziari e consumatori; sensibilizzare i consumatori a compiere scelte ponderate e renderlo parte attiva nella definizione dei meccanismi di tutela. Sono questi gli obiettivi della “Carta degli investitori” il progetto avviato dalla Consob con la collaborazione di alcune delle Associazioni dei Consumatori, fra le quali la Confconsumatori, che ha collaborato alla redazione del progetto con l'avv. Antonio Pinto.

Questo progetto, presentato oggi in conferenza stampa dalla Consob, ha l’obiettivo di ridisegnare i rapporti di collaborazione tra i due attori del mercato: intermediari e consumatori/investitori. Il progetto, sviluppatosi in una serie di incontri del Tavolo di lavoro congiunto, si articola in tre sotto-progetti: una campagna di sensibilizzazione dei risparmiatori sui propri diritti; la riforma della Camera di Conciliazione e Arbitrato; la gestione degli esposti.

Fulcro del primo sotto-progetto, l’implementazione di un’area tematica – sul sito internet istituzionale della Consob – dedicata all’educazione finanziaria sulla scorta delle iniziative di USA, Gran Bretagna e Australia. Sempre nell’ambito di questo sotto-progetto di sensibilizzazione sono previsti degli incontri formativi dedicati ai referenti delle associazioni dei consumatori e lo scambio informativo Consob-AACC.

Il secondo sotto-progetto si pone, invece, l’obiettivo di riformare la Camera di Conciliazione e Arbitrato superando l’attuale forma che prevede la non obbligatorietà dell’adesione degli intermediari. Il terzo sotto-progetto, infine, ha come fine ultimo la creazione di una procedura informatizzata di gestione degli esposti attraverso un form che costituisce una sorta di “compilazione guidata” dell’esposto. Le associazioni firmatarie sopporteranno con i loro esperti i cittadini che vorranno presentare denuncie alla Consob per segnalare condotte scorrette dei soggetti del mercato finanziario.

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29/01/2014 RICERCA DI ALTROCONSUMO SUI DISCOUNT: MOLTI PRODOTTI A BASSO PREZZO SONO DI BUONA QUALITA’

Spaghetti, passata di pomodoro, latte a lunga conservazione e confettura di albicocche: sono i quattro prodotti dei discount testati da Altroconsumo e messi a confronto con prodotti di marca per capire quale sia la qualità dei prodotti “low cost”. Secondo l’associazione, “molti sono di buona qualità e convincono il palato. Inoltre, non c’è alcun problema di sicurezza alimentare”.

“Abbiamo messo a confronto i prezzi medi al chilo o al litro (nel caso del latte) dei quattro prodotti scelti per il test con quelli degli stessi prodotti di marca – afferma Altroconsumo – Chi sceglie il discount in un anno spende meno della metà rispetto a chi fa la spesa nei supermercati tradizionali. E non si tratta di un risparmio da poco:rispetto alla spesa media annua di una famiglia, passare dal più economico dei supermercati al miglior discount consente un risparmio di 3.600 euro”.

E la qualità? “Nella maggior parte dei casi i prodotti low cost non hanno nulla da invidiare ai colleghi di marca”, sostiene Altroconsumo. L’impressione complessiva dei test fatti sui prodotti è stata infatti buona e non ha evidenziato problemi di sicurezza alimentare o di qualità. Negli spaghetti, ad esempio, non è stato riscontrato alcun tipo di impurità e il giudizio degli assaggiatori è stato complessivamente positivo, anche se non si raggiunge mai l’eccellenza, a differenza di alcuni spaghetti di marca.

Le passate di pomodoro non hanno problemi di frodi e in media sono anche migliori di alcune passate di marca: la differenza emerge dall’assaggio (quattro hanno superato la prova con una valutazione buona, altre otto sono state meno apprezzate). Il latte a lunga conservazione costa il 40% in meno del latte uht di marca e non presenta né sostanze indesiderate né annacquamenti: quattro giudizi sono buoni, il resto promossi, non ci sono problemi di sicurezza alimentare.

L’unico punto critico, afferma Altroconsumo, ha riguardato invece la confettura di albicocche: costa meno, è piaciuta abbastanza, ma nella metà dei casi testati c’è meno frutta di quella dichiarata.

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27/01/2014 LA CASSAZIONE CAMBIA ORIENTAMENTO SUL RISARCIMENTO PER LESIONE DEL DANNO DELLA VITA: E' SEMPRE DOVUTO.

La terza sezione della Cassazione, con sentenza del 23 gennaio, ha statuito, per la prima volta in sede di legittimità, il principio per cui: «la perdita del bene della vita, oggetto di un diritto assoluto ed inviolabile, è ex se risarcibile, nella sua oggettività, a prescindere pertanto della consapevolezza che il danneggiato/vittima ne abbia» (Cassazione 23 gennaio 2014 n. 1361, relatore Scarano).

Secondo il Supremo collegio, infatti, costituisce danno non patrimoniale risarcibile, sempre è comunque, anche: «il danno da perdita della vita, quale bene supremo dell'individuo, oggetto di un diritto assoluto e inviolabile garantito in via primaria da parte dell'Ordinamento, anche sul piano della tutela civilistica».

Tale danno, che è altro e diverso dal danno alla salute (danno biologico), in ragione del diverso bene tutelato, deve ritenersi di per sé ristorabile in favore della vittima che subisce la perdita della propria vita, e in relazione ad esso sono del tutto irrilevanti, sia il presupposto della permanenza in vita per un apprezzabile lasso di tempo successivo all'evento morte, sia il criterio della intensità della sofferenza della vittima per avere ella la percezione dell'imminente sopraggiungere della propria fine.

Su questo dunque la Cassazione muta radicalmente il proprio precedente orientamento. Infatti, per la Suprema Corte, ora la vittima acquisisce il diritto al risarcimento per la perdita della vita subìto, nel momento stesso in cui si verifica la lesione mortale e quindi anche in caso di morte immediata o istantanea, in deroga al principio dell'irrisarcibilità del danno evento: tale diritto, avendo poi natura compensativa, è trasmissibile ai propri eredi.

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25/01/2014 BUONI POSTALI: ILLEGITTIMO IL TAGLIO DEGLI INTERESSI

Aumentano, in particolare a Brindisi, le segnalazioni di possessori di buoni postali, emessi nel 1983, che alla scadenza hanno appreso, presso gli uffici postali, che gli interessi agli stessi spettanti sono di gran lunga inferiori rispetto alle somme riportate nel retro del titolo, in virtù del decreto ministeriale del 13 giugno 1986 con il quale è stato deciso un taglio retroattivo dei tassi di interesse per una serie di buoni postali.

Secondo Confconsumatori la decurtazione degli interessi dei buoni postali provoca un grave ed ingente danno per un notevole numero di risparmiatori italiani. «Ci chiediamo se i possessori dei buoni siano mai stati avvertiti, prima della scadenza, degli effetti del decreto ministeriale del 13 giugno 1986. E, nel caso, in che modo?» commenta l’avvocato Emilio Graziuso, del direttivo nazionale di Confconsumatori e responsabile di Confconsumatori Brindisi «Ci troviamo, probabilmente, di fronte all’ennesimo caso di violazione degli obblighi di informazione ai danni dei consumatori. La semplice pubblicazione del provvedimento sulla Gazzetta Ufficiale non è, infatti, idonea a rendere edotto il risparmiatore della modifica dei tassi di interessi applicabili».

Confconsumatori segnala un’importante sentenza resa dalla Corte di Cassazione a Sezioni Unite la quale – pur riguardando non buoni ordinari ma buoni a termine, comunque soggetti alle decurtazioni di cui al decreto ministeriale del 13 giugno 1986 - ha sancito il principio che il contrasto tra il tasso di interesse apposto sul titolo e quello risultante dal decreto deve essere risolto dando la prevalenza al primo.

«Consigliamo ai risparmiatori – conclude l’avv. Emilio Graziuso – di non firmare la liberatoria che, al momento dell’incasso, Poste Italiane richiede al possessore del titolo. Qualora il consumatore decida di incassare il titolo al momento della scadenza, al fine di non precludersi eventuali azioni legali per la tutela dei propri diritti, è opportuno che precisi che le somme corrisposte sono accettate a mero titolo di acconto sulla maggior somma allo stesso spettante con riserva di agire, anche giudizialmente, per il recupero di quanto ulteriormente dovuto».

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24/01/2014 EQUITALIA: C'È TEMPO FINO AL 28 FEBBRAIO PER PAGARE CARTELLE CON SANATORIA

Entro il 28 febbraio è possibile pagare in un’unica soluzione, senza interessi di mora e interessi di ritardata iscrizione a ruolo, le cartelle e gli avvisi di accertamento esecutivi affidati entro il 31 ottobre 2013 a Equitalia per la riscossione. Questa sorta di sanatoria è prevista dalla Legge di Stabilità 2014 (legge 27 dicembre 2013 n.147).

I cittadini interessati dovranno attivarsi per valutare la loro situazione e scegliere se aderire. Rientrano nell’agevolazione le entrate erariali come l’Irpef e l’Iva e, limitatamente agli interessi di mora, anche le entrate non erariali come il bollo dell’auto e le multe per violazione al codice della strada elevate da Comuni e Prefetture. Restano invece escluse le somme dovute per effetto di sentenze di condanna della Corte dei Conti, i contributi richiesti dagli enti previdenziali (Inps, Inail), i tributi locali non riscossi da Equitalia e le richieste di pagamento di enti diversi da quelli ammessi (l’elenco è disponibile sul sitowww.gruppoequitalia.it).

La definizione agevolata è applicabile anche in presenza di rateizzazioni, sospensioni giudiziali o altre situazioni particolari. Ecco come funziona: la definizione agevolata riguarda le cartelle e avvisi di accertamento esecutivi emessi per tributi di competenza delle Agenzie fiscali (Agenzia delle Entrate, del Demanio, del Territorio, delle Dogane e dei Monopoli), Uffici statali (per esempio Ministeri e Prefetture) ed Enti locali (Regioni, Province e Comuni), affidati a Equitalia entro il 31 ottobre 2013. 

Per tutte le cartelle/avvisi che rientrano nell’agevolazione il contribuente non dovrà pagare gli interessi di mora, che maturano dalla data di notifica della cartella in caso di mancato pagamento delle somme entro i 60 giorni previsti. Inoltre, per le cartelle/avvisi emessi per conto dell’Agenzia delle Entrate, e quindi riferite a entrate erariali, non si paga anche il tributo relativo agli interessi per ritardata iscrizione a ruolo, indicati nella cartella di pagamento e nell’estratto di ruolo.

Chi sceglie di aderire dovrà pagare il residuo del debito (al netto degli interessi non dovuti), l’aggio, le spese di notifica e quelle per eventuali procedure attivate. Il pagamento deve essere effettuato in un’unica soluzione entro il 28 febbraio 2014. Fino al 15 marzo resta sospesa la riscossione dei debiti interessati alla definizione agevolata. Equitalia invierà entro il 30 giugno mediante posta ordinaria una comunicazione di avvenuta estinzione del debito ai contribuenti che avranno pagato nei termini previsti.

È possibile effettuare il versamento in tutti gli sportelli di Equitalia, negli uffici postali tramite bollettino F35, indicando tassativamente nel campo “Eseguito da” la dicitura “Definizione Ruoli – L.S. 2014”. Per la corretta ricezione del pagamento, si consiglia di utilizzare un bollettino F35, completo di codice fiscale, per ognuna delle cartelle/avvisi che si vuole pagare in forma agevolata.

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22/01/2014 CASSAZIONE: IL MANCATO PAGAMENTO IVA NON E’ REATO, SE PERO’ VI E’ PROVA RIGOROSA CHE DIPENDE DA STATO DI CRISI ECONOMICA

Importante sentenza della Cassazione Penale che, con sentenza del 21 gennaio, nella parte motivazionale ha affermato il principio che il reato per omesso pagamento IVA può avere come esimente l’esistenza di uno stato di crisi economica, che renda sostanzialmente impossibile il pagamento. Tuttavia, la sentenza ribadisce con chiarezza che la regola generale è costituita dall’automatismo fra mancato versamento IVA e reato.

Ammette però l’eccezione che il contribuente fornisca una prova rigorosa che tale inadempimento fiscale sia conseguente a crisi economica. Tale stato di crisi deve esser provato da chi ha omesso il pagamento, deducendo fatti specifici e concreti (non generici), idonei a comprovare una reale impossibilità incolpevole a carico del contribuente.In particolare, una prova di certo determinante, sarebbe dimostrare che l’accantonamento dell’IVA non è stato possible, poichè il cliente non ha proceduto al pagamento o lo ha fatto solo in via parziale.

Nella sentenza specifica, un amministratore di società aveva omesso il pagamento di IVA per una somma di euro 50.000 ed era quindi scattato il procedimento penale. La Corte ha respinto il ricorso del contribuente, però ha chiarito che non era stata fornita dall’imputato la prova rigorosa del nesso di causalità fra il mancato versamento e lo stato di crisi dell’azienda.

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21/01/2014 UNA BUONA NOTIZIA: GOOGLE APRE UN PORTALE DEDICATO ESLCUSIVAMENTE AL MADE IN ITALY

Un portale interamente dedicato al Made in Italy. A lanciarlo è direttamente Google: realizzato dal Google Cultural Institute sarà il primo portale di Google, tutto dedicato alle eccellenze di un Paese. La decisione del colosso non è casuale: nel 2013 le ricerche sul motore di ricerca legate al made in Italy sono aumentate del 12% rispetto al 2012. I più curiosi sono i giapponesi, i russi, gli americani e gli indiani. La scommessa, sostenuta dal Ministero dell’agricoltura, in collaborazione con Unioncamere, Symbola e Università Ca’ Foscari di Venezia, è quella di creare l’agroalimentare 2.0. New-technology e agroalimentare sono fra i settori che daranno più occupazione nel futuro. Questo progetto di Google li mette insieme.

“Abbiamo trovato un importante alleato internazionale nella lotta al falso Made in Italy alimentare che nel mondo fattura oltre 60 miliardi di euro, quasi il doppio del valore delle nostre esportazioni agroalimentari” ha commentato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo.Soddisfazione da parte della Cia-Confederazione italiana agricoltori, secondo cui “la piattaforma realizzata dal colosso del web può contribuire a traghettare le nostre imprese nell’economia di internet.

Per il “made in Italy” infatti si tratta di una vetrina incredibile per crescere sui mercati stranieri e incrementare l’export del settore. E’ anche vero però – sottolinea la Cia – che, per sfruttare appieno le potenzialità di internet come volano di sviluppo, bisogna colmare al più presto possibile i ritardi dell’Italia sulla banda larga. Nelle aree rurali soltanto il 17% degli abitanti può contare su una connessione costante e di qualità, contro l’89% delle aree urbane. E questa carenza di infrastrutture tecnologiche “pesa” sulle aziende agricole: oggi infatti le imprese informatizzate del settore primario sono circa 61mila, solo il 3,8% del totale”.

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19/01/2014 CONVEGNO: AZIONI COLLETTIVE INIBITORIE A TUTELA DEI CONSUMATORI

Martedi 21 gennaio, a Bari presso il Tribunale - Sala Biblioteca dell'Ordine degli Avvocati, la Fondazione Scuola Forense, ha organizzato il seminario: "L'azione collettiva inibitoria". Modera l'Avv. Ebe Guerra. La prima relazione sarà tenuta dal Dott. Valentino Lenoci, Giudice del Tribunale di Bari: "La tutela inibitoria collettiva". La seconda relazione sarà tenuta dall'Avv. Antonio Pinto, presidente Confconsumatori Puglia: "Casi pratici di azioni inibitorie promosse da associazioni dei consumatori". L'inizio è previsto alle ore 15,30. Il Consiglio dell'Ordine ha attribuito 3 crediti formativi per gli Avvocati che parteciperanno. Si ringrazia per l'organizzazione dell'evento l'Avv. Lorenzo Minunno, Direttore della Fondazione.

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17/01/2014 LA APPLE RIMBORSA I GENITORI PER ACQUISTI DI GIOCHI E APP, DA PARTE DEI FIGLI MINORI SENZA CONSENSO. CONFCONSUMATORI: ADESSO AGIRE DINANZI ALL’ANTITRUST ITALIANA

Apple rimborserà per oltre 32 milioni di dollari i genitori che, “a loro insaputa”, si sono visti addebitare costi per App e giochi scaricate dai figli su iPhone e iPad.

Finisce quindi con una vittoria per i consumatori la vicenda avviata da una denuncia della Federal Trade Commission, l’antitrust americana, secondo cui Apple ha violato la legge omettendo di dire ai clienti che “una volta immessa la password si apre automaticamente una finestra di 15 minuti durante la quale sono ammessi acquisti senza limiti e senza ulteriori autorizzazioni dall’App Store”. Finestra della quale molti bambini hanno approfittato senza avvertire i genitori che, ignari, si sono poi visti addebitare costi non approvati. In alcuni casi le cifre sono alquanto elevate. 

Lo scorso febbraio Apple ha patteggiato una class action sullo stesso tema, pagando decine di milioni di dollari a più di 23 milioni di clienti. L’accordo con l’antitrust americana richiede a Apple anche di rivedere le pratiche con cui ottiene il consenso per i pagamenti sugli acquisti per le app entro il marzo 2014”. Se entro i prossimi 12 mesi Apple rimborserà ai consumatori una somma inferiore a 32,5 milioni di dollari, dovrà versare il saldo alla Commissione.

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