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07/03/2014 SLOT MOB: CONFCONSUMATORI ADERISCE ALLO “SCIOPERO DELL’ACQUISTO’” NEI LOCALI CHE HANNO LE SLOT

La campagna SlotMob in 4 mesi ha coinvolto 32 città, migliaia di persone, singoli e associazioni. Ogni giorno si espande su nuovi territori italiani ed invita i cittadini al “buon gioco contro le povertà e la dipendenza dal gioco d’azzardo”. Una valanga buona che non pare volersi fermare. Lo SlotMob è un vero strumento di cittadinanza attiva.

Dice Luigino Bruni, docente di Economia alla LUMSA e sostenitore dell’economia di comunione: “Il gioco d’azzardo è una delle malattie più gravi, di una gravità civile inaudita. E lo sdegno civile è impressionante”. “Ci sono sempre stati vizi e debolezze, lo scandalo di ora è che le multinazionali ci speculano sopra e li incentivano per fare miliardi. Non possiamo accettarlo”.

Una mattina, il professor Bruni ha iniziato lo “sciopero del caffè”, niente più consumazione nei bar che possedevano slot machine, e da qui è nato tutto. Così è nata la campagna SlotMob – dice Bruni - con tre logiche che ne costituiscono il genoma: premiare i gestori virtuosi, praticare insieme il ‘gioco buono’ (dal biliardino al risiko…) e organizzare un convegno che metta a punto ed elabori i contenuti. Tutto si fa in modo totalmente spontaneo, non ci sono barriere, chi vuole si mette in rete e partecipa. Non c’è una struttura centrale, ognuno si organizza come può e come vuole”.E non si tratta di moralismo, ma si tratta di imparare a votare con i nostri consumi!

Per Luigino Bruni “l’idea antropologica che c’è dietro è che il bene è più forte del male”. L’albero che cresce in mezzo alla foresta che cade bisogna farlo vedere”. Bruni prosegue: “Dai vizi nascono solo altri vizi, mai le virtù, i e soldi che nascono dai vizi sono soldi sbagliati, anche perché quasi sempre vengono dai poveri. Stiamo mettendo le persone fragili in mano alle multinazionali dell’azzardo”.

Peraltro, tale problema ha costi sociali enormi (si va drammaticamente ampliando la necessità di presa in carico di giocatori patologici da parte delle aziende sanitarie) e impoverimento progressivo: ricordando come quasi 90 miliardi di euro sono i soldi giocati dagli italiani nel 2012, il professor Bruni afferma: “Noi stiamo distraendo risorse, deviando soldi, buttandoli nei gratta e vinci, nelle slot e nelle video lotterie e questo ha un effetto di indotto impressionante, stiamo togliendoli alla ricchezza vera”. Confconsumatori Puglia aderisce!

avv. Antonio Pinto – Presidente Confconsumatori Puglia

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04/03/2014 ATTUARE LA CARTA SPRECO ZERO

Il 16 gennaio 2014, il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola ha firmato a Roma la Carta Spreco Zero, insieme ad Andrea Segrè, promotore dell’iniziativa, presidente di Last Minute Market.Il prossimo anno vedrà l’Italia impegnata nell’EXPO 2015, evento mondiale legato al tema dell’alimentazione, e sarà un’occasione per rafforzare anche in Puglia un modo intelligente di fare un percorso di riconversione dei nostri modelli di organizzazione sociale, di produzione, di distribuzione, di consumo.

La Carta Spreco Zero impegna la Regione Puglia, sin da subito, a compiere una serie di azioni concrete. Per evitare che tale Carta rimanga lettera morta, la Consulta regionale di tutte le Associazioni dei consumatori pugliesi ha deliberato all’unanimità e chiesto alla Regione, di svolgere le seguenti attività:

Rilevazioni statistiche aventi ad oggetto la individuazione e comprensione delle abitudini delle famiglie pugliesi, con riferimento all’uso dei cibi e le modalità della spesa e del riutilizzo, nonché un censimento per individuare tutte le iniziative – promosse da organizzazioni pubbliche e private in Puglia – che recuperano i prodotti rimasti invenduti e scartati lungo la filiera agroalimentare, per ridistribuirli gratuitamente alle categorie di cittadini al di sotto del reddito minimo.

Studio e proposta di apposite clausole da inserire nei bandi di gara regionali degli appalti pubblici per i servizi di ristorazione e ospitalità alberghiera, in modo da privilegiare in sede di aggiudicazione, a parità di altre condizioni, le imprese che garantiscano la redistribuzione, che promuovano la riduzione degli sprechi e diano preferenza ad alimenti prodotti il più possibile vicino al luogo di consumo.

Organizzazione all’interno delle scuole pugliesi di programmi e corsi di educazione alimentare, di economia ed ecologia domestica per rendere il consumatore consapevole degli sprechi di cibo, acqua ed energia e insegnare come rendere più sostenibile l’acquisto, la conservazione e lo smaltimento finale degli alimenti.

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28/02/2014 SUI SERVIZI PUBBLICI LOCALI I COMUNI PUGLIESI DEVONO APPLICARE LA LEGGE SUL MONITORAGGIO

In un momento storico in cui i cittadini sono e saranno chiamati a versare Tares, Tasi, Iuc, Tari, Imu e balzelli vari, appare francamente intollerabile che gli Enti pubblici pugliesi non abbiano dato attuazione alla normativa che obbliga il monitoraggio dei servizi pubblici. Stiamo parlando, ad esempio, del trasporto locale, della raccolta rifiuti, delle mense scolastiche, e di tanti altri servizi importanti per i cittadini.

La Legge 244/2007 attribuisce agli enti locali l’obbligo di far eseguire alle Associazioni dei consumatori il controllo sulla qualità e la quantità dei servizi pubblici erogati, nonché sul rispetto dei diritti dei cittadini, fissati dal Codice del consumo e dalle carte dei servizi. Ad oggi la Regione Puglia e i Comuni non hanno dato attuazione a questa normativa, tutta a vantaggio dei cittadini.

La norma nazionale è chiara: gli Enti locali devono inserire nelle carte di qualità e nei contratti di servizio stipulati con i gestori dei servizi pubblici, l’obbligo che sia eseguito un controllo da parte delle Associazioni, addirittura senza costi per l’Ente, perché è l’azienda gestore del servizio che, fin dalla sua offerta in sede di gara, deve inserire fra i suoi obblighi e le sue spese anche tale dovere.

Inoltre, in Puglia vi è la Legge regionale 12/2006, che affida espressamente alla Consulta Regionale dei Consumatori (che riunisce tutte le associazioni pugliesi riconosciute), anche il compito di svolgere azioni finalizzate a migliorare la qualità dei servizi e garantire i diritti dei consumatori.

Il 21 febbraio scorso, vista la totale inerzia degli enti locali su questo tema, la Consulta ha deliberato, all’unanimità, un progetto che dia attuazione concreta a tale normativa e lo ha presentato alla Regione Puglia. Vedremo se e che cosa la Regione e i Comuni risponderanno rispetto a tale proposta e informeremo i cittadini pugliesi.

avv. Antonio Pinto

Presidente Confconsumatori e Vicepresidente Consulta Regionale Consumatori Utenti

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25/02/2014 MUTUI CON AMMORTAMENTO ALLA FRANCESE: IL TRIBUNALE DI MILANO DA’ RAGIONE AL RISPARMIATORE

Il Tribunale di Milano con la sentenza del 30 ottobre 2013 (pubblicata di recente) ha stabilito il seguente principio: “se «indeterminati», il tasso e l'ammortamento alla francese di un mutuo sono nulli e va quindi pagato soltanto il tasso legale con quote capitale costanti. La banca, invece, deve restituire gli interessi ricevuti «in più» rispetto a questo tasso”.

Una società, che aveva stipulato due mutui, ha citato in causa la banca sostenendo che le clausole di determinazione degli interessi e del piano di ammortamento alla francese fossero indeterminate - e quindi nulle - dando così luogo a un pagamento non dovuto di circa 207mila euro.
Il Tribunale di Milano, dopo aver fatto svolgere una Consulenza tecnica d'ufficio, ha dato ragione al cliente riconoscendogli il diritto di ottenere la restituzione della somma richiesta e il diritto di pagare, per il futuro, le rate al tasso legale tempo per tempo vigente (ad es. da gennaio 2014 pari all'1%).

Il Tribunale, sulla base della Ctu, ha rilevato che le clausole di determinazione del tasso (variabile) e del piano di ammortamento (a rata costante) erano tra loro incompatibili: infatti, in base a esse, si poteva costruire l'ammortamento con tre modalità differenti. La conseguenza giuridica è che le clausole di determinazione degli interessi e del piano di ammortamento sono nulle in quanto indeterminate e occorre quindi applicare come tasso sostitutivo quello legale (ai sensi dell'articolo 1284 del Codice civile) e non già quello di cui all'articolo 117 del Testo unico bancario, che si applica ad altri casi diversi (pattuizione inesistente del tasso, rinviante agli usi o a condizioni peggiori rispetto a quelle pubblicizzate).

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21/02/2014 ROTTAMAZIONE CARTELLE EQUITALIA PROROGATA AL 31 MARZO

Ancora un mese alla chiusura dei termini relativi alla cosiddetta “rottamazione” delle cartelle esattoriali di Equitalia. La sanatoria del debito è stata introdotta dal Governo Letta con la Legge di stabilità per il 2014 (articolo 1, co. 618/624) e non prevede l’invio di alcuna informativa al contribuente che si trova così a pagare i debiti fiscali e tributari pregressi. Tocca, insomma, al cittadino informarsi, verificando la propria posizione e, nel caso, decidere, entro e non oltre la data del 31 marzo 2014, di effettuare il pagamento del debito in un’unica soluzione, evitando così di pagare non solo gli interessi di mora che nel frattempo sono maturati, ma anche gli interessi che scattano per la ritardata iscrizione a ruolo.

La misura è valida nello specifico per le cartelle che da parte degli agenti della riscossione sono state consegnate entro e non oltre la data del 31 ottobre 2013. Rientrano nella sanatoria, le tasse automobilistiche e le multe per violazioni al codice della strada. Sono, invece, esclusi i debiti previdenziali (ovvero i debiti pendenti presso INPS e INAIL), le somme da pagare che sono collegate ad una condanna emessa con sentenza dalla Corte dei Conti, e tutti quei tributi per cui la riscossione Equitalia non è stata incaricata.

Per saldare il debito senza interessi i pagamenti possono essere effettuati non solo presso gli uffici postali, ma anche presso gli sportelli di Equitalia. Effettuato il pagamento, l’Agente della Riscossione comunicherà, entro il 30 giugno 2014, l’avvenuta estinzione del debito. Per sapere se le cartelle eventualmente ricevute rientrano nella sanatoria è sufficiente recarsi negli uffici Equitalia esistenti nella propria città per verificare la propria situazione debitoria. Confconsumatori consiglia, comunque, ai cittadini di rivolgersi agli sportelli dell’associazione presenti sul territorio per avere informazioni e assistenza al fine di definire le pendenze derivanti dai ruoli affidati in riscossione ad Equitalia.

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18/02/2014 TRIBUNALE DI ROMA: ASSOLTO IMPRENDITORE CHE NON HA PAGATO IVA PER PAGARE GLI STIPENDI

Il Tribunale Penale di Roma, con la sentenza n.105 del 2014 pubblicata pochi giorni fa, ha affermato il principio che non risponde per omesso versamento dell'Iva, l'imprenditore che non paga l'imposta perché ha pagato lo stipendio dei dipendenti. Secondo i Giudici, si tratta di un ipotesi di forza maggiore il cui accertamento compete al giudice che dovrà valutare con rigore gli strumenti adottati dal contribuente per reperire le risorse necessarie a consentire il corretto e tempestivo adempimento delle obbligazioni tributarie contemperando, ove possibile, la prosecuzione dell'attività di impresa laddove la crisi sia provvisoria.

Infatti all’Amministratore di una società era contestato il reato di cui all'articolo 10 ter del Dlgs 74/2000 per aver omesso il versamento Iva nei termini previsti. Durante il processo l'imprenditore ha provato che non aveva potuto pagare l’IVA perché quell'anno la società versava in grava crisi di liquidità, vantando crediti verso terzi per vari milioni di euro che non onoravano i propri debiti (anche pubbliche amministrazioni). L’imprenditore ha provato di aver anche richiesto a tre banche alcuni mutui, offrendo in garanzia i propri beni immobili personali, mentre, all’Agenzia delle Entrate aveva chiesto la rateizzazione del debito (non concessa).

Il Tribunale ha assolto l'imprenditore perché il delitto è stato commesso per causa di forza maggiore. In via preliminare, la sentenza evidenzia che la crisi economica non è di per sé idonea ad escludere l'elemento soggettivo del reato, ma può costituire la ragione per cui il contribuente si trovi costretto a porre in essere la condotta illecita, evidenziando così il nesso di causalità tra la condotta stessa e la realizzazione dell'evento.

Il Tribunale chiarisce che affinchè lo stato di crisi dell'impresa rappresenti una causa di forza maggiore servono due condizioni: una crisi economica dipesa da fattori esterni alla condotta dell'imprenditore e il tentativo di quest'ultimo di fronteggiare la crisi con tutti i rimedi possibili. Nel caso di specie, sono stati ritenuti sussistenti entrambi gli elementi: la temporanea crisi di liquidità era conseguente a crediti verso terzi per vari milioni – fatto non imputabile all'imprenditore – mentre i tentativi di risanamento potevano ravvisarsi nella richiesta alle banche di tre mutui e della rateizzazione del debito Iva alle Entrate.La pronuncia è analoga ad altra sentenza emessa il 16 febbraio dal Tribunale di Brindisi e si uniforma al più recente orientamento espresso anche dalla Suprema Corte di Cassazione.

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14/02/2014 BANDO DA 54 MILIONI DI EURO PER GIOVANI, DISOCCUPATI E DONNE, PER AVVIARE NUOVE IMPRESE IN PUGLIA

Si chiama NIDI, Nuove Iniziative d’impresa della Regione Puglia, una nuova misura destinata alle start up, con la quale la Regione Puglia intende offrire un valido aiuto per l'avvio di una nuova impresa con un contributo a fondo perduto e un prestito rimborsabile.La dotazione della misura è di ben 54.000.000 euro. L’iniziativa viene attuata da Puglia Sviluppo S.p.a., società interamente partecipata dalla Regione Puglia.

Può presentare la domanda per ottenere l’agevolazione:

- chi vuole avviare una nuova impresa;
- coloro che hanno un'impresa costituita da meno di 6 mesi ed inattiva. 

L’impresa dovrà essere partecipata per almeno la metà, sia del capitale sia del numero di soci, da soggetti appartenenti ad almeno una delle seguenti categorie:

- giovani con età tra 18 anni e 35 anni;
- donne di età superiore a 18 anni;
- disoccupati che non abbiano avuto rapporti di lavoro subordinato negli ultimi 3 mesi;
- persone in procinto di perdere un posto di lavoro
- lavoratori precari con partita IVA (meno di 30.000 € di fatturato e massimo 2 committenti)

Anche se rientrano nelle precedenti categorie, non sono considerati in possesso dei requisiti: 

- i pensionati;
- i dipendenti con contratto a tempo indeterminato
- gli amministratori di imprese, anche se inattive, e i titolari di partita IVA

L’impresa dovrà avere una delle seguenti forme giuridiche: ditta individuale, società cooperativa con meno di 10 soci, Snc, Sas, associazione tra professionisti, Srl. Si deve prevedere di avviare l'impresa con meno di 10 addetti. 
Con Nidi si può avviare una nuova impresa nei seguenti settori: attività manifatturiere, costruzioni ed edilizia, riparazione di autoveicoli e motocicli, affittacamere e bed & breakfast, ristorazione con cucina (sono escluse le attività di ristorazione senza cucina quali bar, pub, birrerie, pasticcerie, gelaterie, caffetterie, ristorazione mobile, ecc.), servizi di informazione e comunicazione, attività professionali, scientifiche e tecniche, agenzie di viaggio, servizi di supporto alle imprese, istruzione, sanità e assistenza sociale non residenziale, attività artistiche, sportive, di intrattenimento e divertimento (sono escluse le attività delle lotterie, scommesse e case da gioco), attività di servizi per la persona.

L’agevolazione varia a seconda dell’investimento: se si prevede di avviare l'impresa con investimenti fino a € 50.000,00, l'agevolazione è pari al 100%, metà a fondo perduto e metà come prestito rimborsabile. 
Se si prevede di avviare l'impresa con investimenti compresi tra € 50.000,00 ed € 100.000,00, l'agevolazione è pari al 90%, metà a fondo perduto e metà come prestito rimborsabile.
Se si prevede avviare l'impresa con investimenti compresi tra € 100.000,00 ed € 150.000,00, l'agevolazione è pari all'80%, metà a fondo perduto e metà come prestito rimborsabile.

L’iniziativa non finanzia nuove imprese che nascano dal rilevamento di una impresa esistente o dall’acquisto di un ramo di azienda;, ovvero che abbiano individuato una sede operativa coincidente o adiacente con la sede utilizzata da un’attività operante nello stesso settore, ovvero che abbiano un amministratore che sia titolare o amministratore di un’altra impresa operante nello stesso settore.L’unica eccezione riguarda il passaggio generazionale, che consente di richiedere le agevolazioni se sei parente o affine (entro il 2° grado in linea discendente) di un imprenditore ed hai intenzione di rilevare l’intera azienda esistente. 

Con tale agevolazione si possono realizzare investimenti per la realizzazione di opere edili e assimilate (con alcune limitazioni), macchinari di produzione, impianti, attrezzature varie e automezzi di tipo commerciale, programmi informatici, nonché per sostenere le spese di esercizio ad es. per materie prime, materiali di consumo, per la locazione di immobili o di affitto impianti/apparecchiature di produzione, per le utenze (energia, acqua, riscaldamento, telefoniche e connettività). 

NOTA A CURA DELL’AVV. LAURA MARIA PIA TOTA

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12/02/2014 ANZIANI NON AUTOSUFFICIENTI E ALZHEIMER: CHI PAGA LA RETTA NELLE RSA?

Per i malati di Alzheimer il ricovero è gratuito, mentre i parenti di ultra 65enni non autosufficienti non devono pagare la retta. A fronte delle numerose richieste pervenute a tutte le sedi, dopo aver trattato l’argomento durante la scorsa trasmissione di “Mi Manda RaiTre”, Confconsumatori fa chiarezza in tema di ricovero nelle Residenze Sanitarie Assistenziali (di seguito RSA) e nelle case di cura convenzionate.

L’associazione si occupa da anni del tema, non soltanto della legittimità del pagamento della retta del ricovero ma, più in generale, delle politiche socio- assistenziali per gli anziani, oggi del tutto insufficienti. Tra i vari casi che si sono rivolti agli sportelli dell’associazione, occorre fare un distinguo tra i malati di Alzheimer e gli anziani ultra 65enni non autosufficienti o con handicap gravi. 

Nel caso di anziani ultra 65enni o con handicap gravi, numerose pronunce di Tribunali italiani confermano che, qualora la persona ricoverata non sia più in grado di provvedere al pagamento della retta con mezzi propri, il Comune e la RSA non possono, come invece spesso avviene, obbligare i parenti a subentrare e a garantire la copertura della retta imponendo la sottoscrizione di un documento, quasi sempre presentato come condizione indispensabile al ricovero.

«Su tale documento – spiega l’avv. Antonio Pinto di Confconsumatori - si è espressa la Cassazione (con sentenza del 22.03.2012), valutandolo una promessa unilaterale che perde efficacia in seguito al recesso dell’obbligato: dunque i parenti, ai quali sia stata imposta la sottoscrizione di un impegno di pagamento usando una sorta “ricatto” che altrimenti non sarebbe stato possibile il ricovero dell’anziano, possono e devono recedere, inviando una formale disdetta e smettendo di pagare la retta, anche se il parente è ricoverato da tempo». Non possono però essere richieste le somme versate prima del recesso e, va ricordato, se l’anziano ha mezzi propri deve comunque provvedere al pagamento della retta.

Nei pazienti affetti da Alzheimer la Cassazione ha stabilito che la retta deve essere a carico del Servizio Sanitario Nazionale, anche perché non è possibile, in questi casi, distinguere tra spese mediche e quella di degenza. Pertanto, il Comune o la Casa di Cura convenzionata non possono rifarsi sul malato o, se questi è nel frattempo deceduto, sui suoi parenti. Ne discende che sia che il paziente sia ancora in vita sia in caso sia deceduto, è possibile chiedere la restituzione delle rette versate dai parenti e/o dal malato stesso.

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10/02/2014 TARES: AD ANDRIA SPORTELLO DI CONFCONSUMATORI E CONFARTIGIANATO PER I RECLAMI DEI CITTADINI

In questi giorni, ad Andria, stanno giungendo presso l'Associazione Confconsumatori e la Confartigianato numerosi reclami di cittadini che si lamentano di aver ricevuto cartelle TARES che non hanno tenuto conto delle agevolazioni fissate dal regolamento approvato lo scorso novembre.

Ricordiamo che tali norme prevedono una serie di vantaggi per determinate categorie, come ad esempio le zone in cui non viene eseguita la raccolta porta a porta, i fabbricati rurali, gli immobili disabitati. Al fine di fornire uno strumento concreto di aiuto ai cittadini ed alle piccole aziende, Confconsumatori e Confartigianato mettono a disposizione uno sportello che verificherà la fondatezza dei reclami e presenterà al Comune le istanze per modificare in autotutela le cartelle non corrette.

Tutti i soggetti interessati potranno rivolgersi allo sportello in via Montegrappa 17, presso la sede di Confartigianato, nei giorni del martedì e mercoledì, dalle ore 9.30 alle ore 12.30 (per info, contattare la Confconsumatori Andria Bt al numero 3477973156, o via mail all'indirizzo: confconsumatoriandri@libero.it).

“Noi confidiamo - dice l'Avv. Laura Maria Pia Tota, Presidente Provinciale BAT di Confconsumatori – in una piena collaborazione del Comune nella soluzione secondo normativa e comunque stragiudiziale della vicenda, dato il numero alto di cittadini interessati.Solo in caso di inerzia degli uffici comunali, presenteremo ricorsi al Giudice di Pace di Andria. È una questione di principio, oltre che economica, che i cittadini devono affrontare uniti e decisi”.

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05/02/2014 “DENZA ALLA SCADENZA – APERITIVO ANOMALO!”

Facciamo un gesto contro lo spreco alimentare. Cè una grave emergenza nel mondo, si chiama fame.Nonostante ciò, solo in Europa si buttano nella spazzatura 89,9 milioni di tonnellate di cibo ancora commestibile.

L'Italia è responsabile del 10% di questo fenomeno. Per fare luce sull'argomento, per porci dei quesiti e trovare – forse – delle risposte per contrastare questo impressionante dato, abbiamo organizzato un “aperitivo anomalo”, presso The Hub Bari il 7 febbraio alle ore 19.00.

I soci di The Hub Bari raccoglieranno cibi scaduti o in scadenza oppure non vendibili per motivi estetici. Durante la giornata, Preparando Ideas e Artigiani del Sapore provvederanno a trasformarli in piatti goumet.L'aperitivo sarà preceduto da un talk-show con i seguenti interventi: 

Anna Puricella - La Repubblica

Andrea Troisi - Troisi Ricerche e Sondaggi

Antonio Pinto – Confconsumatori Puglia

Fabrizia Rutigliano - Artigiani del Sapore

Gianvito Altieri - Coldiretti Bari

Gianluca Petti - Nutrizionista

Lorenza Daddunzio - Cucina Mancina

Nicola Difino - Food Hacker (Fooding Social Club)

A seguire, Action Cooking degli Scarti con Nicola Difino Foodj e DJ Set sulla Q-Cina di Momang. E’ un evento distribuito da Gnammo

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