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23/08/2014 'TLTRO', CHANCE VITALE ANCHE PER LE AZIENDE PUGLIESI

Il prossimo 18 settembre la BCE assegnerà alle sole banche italiane, più di 50 miliardi di euro ad un tasso dello 0,25% (tasso ridicolo, non è un errore di chi scrive). Questi soldi le banche sono obbligate a darli ad imprese e famiglie (tranne che per i mutui immobiliari), altrimenti saranno costretti a restituirli nel settembre 2016 ad un tasso ben superiore. 
Il "bazooka" di Mario Draghi, si chiamaTltro (Targeted long-term refinancing operations), operazioni di rifinanziamento di lungo termine "targate", etichettate, nel senso appunto che la BCE ha imposto un vincolo di destinazione chiaro. Si calcola che entro fine anno, grazie alla seconda tranche che sarà assegnata alle banche l'11 dicembre, si arriverà a dar liquidità per 75 miliardi di euro da girare alle PMI e alle famiglie italiane.
La speranza più che concreta è che, grazie a questa liquidità a destinazione obbligata, in autunno le banche torneranno a fare il loro mestiere e ad aumentare gli impieghi.
A questo punto però è indispensabile che le aziende si attrezzino nei prossimi mesi con progetti di investimenti seri, capaci di generare valore e flussi. In Puglia, può esser l'occasione per tante cose buone. Ridare ossigeno al settore edilizio, visto che le imprese di costruzione potranno accedere anche per le attivitá di edilizia residenziale. Indurre progettualità serie nell'agroalimentare, ad esempio costruendo quelle reti di fiiera che, da qualche giorno, il decreto competitività ha premiato con forti crediti di imposta. Finanziare le nostre PMI che si occupano di ricerca o di innovazione tecnologica, che sarà il sottofondo di tutte le aziende e studi professionali. Sviluppare nuovi progetti nel turismo che valorizzino il nostro "petrolio" di bellezze naturali, archeologiche, culturali, enogastronomiche. I nostri distretti che vanno già bene, come ad esempio aerospazio, biomedicale, meccatronica, potranno senz'altro trovare nuove risorse. Giungo a dire, che perfino le aziende "pubbliche", che gestiscono servizi pubblici con ritorni certi, se fossero capaci di fare un piano industriale serio, potrebbero trovar accesso al credito per nuovi investimenti.
La finanza in genere è una cosa abbastanza brutta (e ho usato un eufemismo), tuttavia occorre conoscerla e capirla, per cercare di prendere quel poco di buono che c'è, ed evitare di fare sempre il "parco buoi".

fonte:ilikepuglia.it

di Antonio Pinto

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21/08/2014USURA: SENTENZA CHIARISCE CHE I TASSI SI SOMMANO, SE INTERESSI MORATORI SI CALCOLANO SU INTERA RATA

“Se gli interessi moratori sono sostitutivi di quelli corrispettivi, non è ammessa alcuna sommatoria tra tassi. Se, invece, gli interessi moratori si calcolano sull'intera rata (capitale e interessi corrispettivi), allora i due tassi andranno valutati congiuntamente”. Questi i principi espressi dal Tribunale di Parma, che con decreto del 25 luglio scorso non ha ammesso al passivo di una procedura fallimentare il credito per interessi vantato da una banca ma soltanto quello per sorte capitale. Il Tribunale ha indicato i criteri guida per tenere conto degli interessi moratori nel calcolo dell'usurarietà di un tasso. “Se, in caso di inadempimento del cliente, il contratto prevede che gli interessi di mora siano calcolati soltanto sul capitale - in sostituzione degli interessi corrispettivi - allora non si farà alcuna sommatoria tra tassi moratori e corrispettivi. La verifica dell'usurarietà del Teg (Tasso effettivo globale) andrà fatta quindi soltanto tra soglia d'usura e tasso moratorio, sommato a tutte le spese accessorie. Se invece - prosegue il Giudice - il tasso moratorio si applica in aggiunta a quello corrispettivo allora i due tassi andranno considerati congiuntamente”.

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09/07/2014 ANATOCISMO: MONITO DI CONFCONSUMATORI PUGLIA AI PARLAMENTARI PUGLIESI

L’articolo 31 del Decreto Legge n.91/2014 pubblicato il 24 giugno scorso in Gazzetta Ufficiale, ha reintrodotto l’anatocismo, ossia la pratica bancaria – devastante per famiglie e imprese - di far decorrere interessi su interessi. Questa norma, che vanifica la lunga battaglia vinta dalle Associazioni e dagli Avvocati dei risparmiatori nelle Aule dei Tribunali e della Corte di Cassazione, è sia un danno che una beffa per tutti i cittadini.
Stando alle cronache giornalistiche nessun politico intende assumersi la paternità di questa norma vergognosa. In ogni caso il Decreto Legge deve ancora esser convertito in Legge. Pertanto, onde evitare ogni alibi, Confconsumatori Puglia pubblicherà i nomi dei parlamentari pugliesi che voteranno a favore, consentendo la definitiva conversione in Legge di questa norma, consentendo cosi ai cittadini pugliesi di sapere e fare memoria di quali Parlamentari abbiano voluto introdurre questa disciplina.
Vi è infatti tutto il tempo utile – sino al 23 agosto 2014 - per cancellare con un emendamento questo articolo.

fonte:ilikepuglia.it

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07/07/2014 FONDI EUROPEI: OPPORTUNITA' PER IMPRESE ED ENTI LOCALI. CHE FARE?

Avviati i "bandi" per la nuova Programmazione 2014/2020 dei Fondi UE. Ci sono circa 170 miliardi che si possono utilizzare nei prossimi 7 anni in Italia, fra Fondi diretti e Fondi strutturali che passano attraverso le Regioni. Sono una grande potenzialità da giocarsi per costruire iniziative di sviluppo anche in Puglia. La responsabilità sarà la chiave dei comportamenti che devono guidare le imprese, gli Enti pubblici locali e i professionisti. 
Le imprese devono acquisire una capacità di programmazione dal basso e devono ragionare sulla base delle specificità competitive loro e del territorio pugliese cui appartengono, possibilmente con progetti di lungo respiro. I Fondi UE non sono una mucca da mungere per finanziare la propria attività quotidiana, ma risorse nuove da usare per rafforzare o innovare l'azienda.
La Regione Puglia deve fare da catalizzatore, un hub per unire le imprese ed orientarle verso progetti capaci di farsi struttura, che durano nel tempo.
Gli enti locali devono dotarsi di unità tecniche che lavorino solo su questo. Si deve partire da una strategia di sviluppo che si concentri sui problemi strutturali del nostro mondo produttivo e mobiliti intorno a questi, tutti i soldi dei vari programmi operativi. Inoltre, devono velocemente lavorare a una semplificazione burocratica, per non intrappolare le decisioni e l'attuazione dei progetti in procedure paralizzanti. 
I professionisti devono darsi da fare per acquisire questo nuovo know-how. Durante l'ultimo corso di formazione sui Fondi diretti UE, tenutosi a Bari la scorsa settimana, su circa un'ottantina di partecipanti, vi erano solo tre studi legali e questo mi pare assurdo. Occorre avere una attenzione costante alle "call" ed ai bandi che stanno venendo fuori a gettito continuo, imparare a scrivere progetti seri e concreti, affiancando imprese ed enti locali, studiare a fondo le normative generali e quelle speciali delle singole misure ed interventi.
Una ricerca del Centro Studi di Confindustria ha verificato che nelle programmazioni precedenti si sono avute le seguenti negatività: solo il 40% dei Comuni è riuscito ad accedere a questi progetti. Vi è stata una frammentazione eccessiva con oltre 650.000 progetti finanziati. I tempi vergognosi, perchè pari a 5 anni per quelli di valore inferiore a un milione di euro e quasi nove anni per progetti di taglia superiore ai 50 milioni e spesso per inefficienza amministrativa. Scarso dialogo fra PA e imprese e territori. Marginalità delle somme destinate a grandi interventi strategici.
Questa partita che si gioca nei prossimi sette anni, la Puglia non la può proprio sbagliare.

fonte:ilikepuglia.it

di Antonio Pinto

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04/07/2014 EQUITALIA: RATEIZZAZIONI POSSIBILI SINO AL 31 LUGLIO

A seguito della conversione in legge del DL 66/2014 anche i contribuenti che decaduti dal beneficio della rateazione entro e non oltre il 22 giugno 2013 possono comunque richiedere, in via eccezionale, la concessione di un nuovo piano di rateizzazione, presentando istanza in tal senso entro e non oltre il 31 luglio 2014. 
L’ulteriore rateazione potrà arrivare fino a un massimo di 72 rate mensili. Occorre ricordarsi che ci sono però alcuni limiti rispetto alle regole generali sulla rateizzazione: il nuovo piano non è concesso ed i contribuenti cesseranno dal beneficio in caso di mancato pagamento di due rate anche non consecutive. La modulistica è consultabile e scaricabile dal portale di Gruppo all’indirizzohttp://www.gruppoequitalia.it/, all’interno della sezione “Rateizzare”. Le rateizzazioni si confermano la soluzione più adottata da famiglie e imprese per pagare le cartelle di Equitalia. Ad oggi ne risultano attive 2,3 milioni, per un importo di oltre 25 miliardi di euro.

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01/07/2014 LA "EX" CONCUSSIONE, PUÒ CONTINUARE A ESSER PUNITA COME ESTORSIONE O VIOLENZA PRIVATA

La Corte di Cassazione penale, con sentenza del 30 giugno 2014 n. 28151 ha "messo una pezza" all'abrogazione del reato di concussione ed ha stabilito il seguente principio: "L'abuso dell'incaricato di pubblico servizio non più punibile come concussione rientra comunque nell'alveo di altri reati, quali ad esempio l'estorsione o la violenza privata. E' illegittima pertanto l'assoluzione disposta in sede di merito".

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30/06/2014 IMPRESE, CONSUMATORI ED ETICA

In tempo di crisi economica che impoverisce il portafoglio ma inaridisce un po' anche i cuori, affidare il welfare e la tutela dei cittadini soltanto all'etica, è un rischio. Per questo, ho letto con piacere che un'indagine dell'Osservatorio Socialis ha verificato che, nelle scelte di acquisto quasi sette italiani su dieci, tengono conto delle condotte delle imprese nei confronti dei lavoratori, dell'ambiente, dei consumatori. Considerano inoltre le iniziative di beneficenza e solidarietà svolte dalle aziende sul territorio. Questa ricerca conferma la rilevanza crescente della reputazione aziendale nelle scelte d'acquisto dei consumatori. Sono dati fondamentali per confermare la bontà del principio secondo cui: ciò che è etico è anche conveniente sotto il profilo economico. Se nei consumatori si rafforza l'idea che comprare un prodotto è un pò come votare, allora le imprese saranno incentivate tantissimo ad attuare politiche aziendali di rispetto delle persone e dei territori. Il boom di internet e dei Social media ha imposto un nuovo modello di comunicazione, in cui il consumatore può compiere le sue scelte informandosi prima di acquistare, ad esempio ascoltando il giudizio di altri utenti che hanno già provato il prodotto o il servizio che interessa. Oggi puoi bombardare di spot tv quanto vuoi, ma se su FB si legge che il giudizio su quel bene è negativo, venderai poco comunque.
Due recenti e ottimi esempi di applicazione di questi principi sono: 1) il marchio Equapulia che sarà concesso solo alle aziende che producono pomodori e prodotti agricoli rispettando un codice etico; in cambio avranno una forte riconoscibilità sul mercato che di certo darà loro un forte vantaggio competitivo presso i consumatori; 2) la legge regionale 10.03.2014 n.8 interamente dedicata a strumenti che incentivano le aziende ad adottare condotte di responsabilità sociale, a partire dal rispetto dei diritti dei lavoratori. 
Alle associazioni dei consumatori il compito di far fruttare questi esempi positivi.

fonte:ilikepuglia.it

di Antonio Pinto

 

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14/06/2014 DA OGGI IN VIGORE NUOVE NORME DI TUTELA SULLE VENDITE

Oggi entrano in vigore le nuove norme sui contratti di vendita e di servizi. Di seguito le principali novità introdotte dal D.lgs. 21 febbraio 2014 n. 21 che attua azione la direttiva 2011/83/UE sui diritti dei consumatori.
Per quanto riguarda i contratti conclusi nei locali commerciali: a) Consegne in tempi certi (termine pattuito o entro 30 giorni); b) nessun costo supplementare per l’utilizzo di mezzi di pagamento con carte di credito; c) nei contratti che pongono a carico del professionista l’obbligo di provvedere alla spedizione dei beni, il rischio della perdita o del danneggiamento dei beni, per causa non imputabile al venditore, si trasferisce al consumatore soltanto nel momento in cui quest’ultimo entra materialmente in possesso dei beni (attenzione: solamente se il corriere viene scelto dal venditore!).
Per i contratti conclusi fuori dei locali commerciali e a distanza: a) nei contratti a distanza conclusi al telefono, il consumatore è vincolato solo dopo aver firmato l’offerta o dopo averla accettata per iscritto, anche con firma elettronica (quindi non è più sufficiente il consenso vocale!); b) il terrmine per esercitare il diritto di recesso si allunga a 14 giorni e decorre, nel caso di acquisto di beni, dal giorno in cui il consumatore ne acquisisce il possesso fisico. Per esercitare il recesso è sufficiente una qualsiasi dichiarazione esplicita, non è più condizione imprescindibile l’invio della raccomandata a.r.; consigliamo comunque di utilizzare solo forme che costituiscano prova documentale dell’avvenuto recesso quali fax o e-mail o ancora la raccomandata a.r. c) rimborsi più veloci, entro 14 giorni, in caso di recesso. d) perr qualsiasi costo supplementare oltre a quello della prestazione principale è necessario il consenso espresso del consumatore. Non valgono le caselle preflaggate e in generale format precompilati. e) anche i contratti collegati sono risolti di diritto in caso di esercizio del recesso; f) prezzi trasparenti e comprensivi di ogni voce; g) in caso di acquisti on-line il consumatore deve essere avvisato chiaramente che al momento del click sorge per lui un vincolo contrattuale.
Strumenti privatistici come l’azione inibitoria, l’azione di classe e la soluzione extragiudiziale delle controversie si affiancano ad una nuova competenza esclusiva dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato che d’ufficio o su istanza di ogni soggetto o organizzazione che ne abbia interesse, accerta le violazioni contrattuali, ne inibisce la continuazione e ne elimina gli effetti. L’Antitrust in materia di accertamento e sanzione delle violazioni si avvale dei poteri già propri in materia di prassi commerciali sleali.
I contratti esclusi: le nuove regole non si applicano ad alcuni contratti tra cui quelli per i servizi sociali, di assistenza sanitaria, di attività di azzardo, di servizi finanziari, aventi ad oggetto la creazione di beni immobili o la costituzione o il trasferimento di diritti su beni immobili, quando sono stipulati dinanzi a un pubblico ufficiale.

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26/05/2014 CORTE COSTITUZIONALE: L’INDENNIZZO PER LA LUNGA DURATA DI UN PROCESSO SPETTA ANCHE A CHI HA PERSO LA CAUSA.

La Corte costituzionale, con ordinanza del 09.05.2014 n.124, recentemente pubblicata, ha chiarito che, anche dopo le modifiche apportate dal D.L. n.83 del 2013 alla Legge Pinto (L. n.89 del 2001), è incostituzionale un’interpretazione della Legge che preveda «l’impossibilità di liquidare in alcuna misura un’equa riparazione in favore della parte che, nel processo presupposto, sia risultata interamente soccombente».
La Corte di appello di Reggio Calabria, aveva manifestato il timore che le nuove norme del 2012 avessero reso impossibile, per la parte soccombente, avvalersi della disciplina dell’indennizzo per i danni da durata irragionevole di un processo. La Corte Costituzionale, con ampia motivazione, ha sancito che l’unica interpretazione costituzionalmente corretta della Legge Pinto, è invece nel senso di ammettere al risarcimento dei danni, anche la parte che ha perso la causa.

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18/05/2014 CORTE DI GIUSTIZIA UE: IVA SI PUÒ RECUPERARE SE NON SI RICEVE IL PAGAMENTO

Il mancato pagamento di una fornitura di beni consente di recuperare, senza eccessive formalità, l'Iva addebitata in fattura. Lo afferma la Corte di giustizia Ue che, con la sentenza depositata il 15 maggio 2014, ha risolto una questione pregiudiziale sottopostale da un giudice ungherese. La decisione può influenzare la normativa italiana, atteso che l'art. 26 del Dpr 633/72 concede la possibilità per il cedente/prestatore di emettere la nota di credito per mancato pagamento solo ad esito negativo di procedure esecutive o concorsuali infruttuose. La disposizione nazionale è causa di problemi, in quanto la durata eccessiva delle procedure concorsuali rende lungo e difficoltoso il recupero dell'imposta anticipata, mettendo cosi le imprese in notevole crisi finanziaria. Il fatto che ha originato la sentenza: nel 2008 una società ha ceduto dei beni a un'altra società ungherese, consegnandoli presso un deposito. I beni non sono stati mai pagati e la società cedente ha avviato un procedimento civile per ottenere la restituzione della merce ceduta o il pagamento. La sentenza ha dichiarato la risoluzione del contratto di vendita e, di conseguenza, la società cedente ha emesso una nota di credito portando in detrazione l'Iva relativa. In 1° grado il giudice tributario ha dato ragione al fisco, in 2° grado è arrivato il rinvio alla Corte Ue.
I giudici comunitari hanno ritenuto, in primo luogo che una norma nazionale che non preveda la riduzione della base imponibile in caso di mancato pagamento del prezzo sia legittima in quanto nell'art. 90 della direttiva 2006/112 è presente una apposita deroga. In tal caso, qualora venga applicata la deroga prevista al paragrafo 2 di tale articolo, gli Stati membri possono prevedere che l'esercizio del diritto alla riduzione della base imponibile sia subordinato al compimento di alcune formalità che consentono di dimostrare in particolare che una parte o tutto il corrispettivo non sono stati definitivamente percepiti. Il diritto comunitario non precisa né le condizioni né gli obblighi che gli Stati membri possono prevedere e, pertanto, esiste un ampio margine discrezionale. Tuttavia tale discrezionalità non è assoluta, in quanto le misure adottate non devono eccedere quanto necessario a verificare l'esistenza del mancato pagamento totale o parziale, cosa che spetta al giudice nazionale verificare di volta in volta.

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