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20/04/2016 PRIVACY E RECUPERO CREDITI: UN NUOVO VADEMECUM

Fino a che punto può spingersi una società di recupero crediti? Ora esiste una la linea di demarcazione tra un comportamento lecito e un’azione che lede la dignità del cittadino: a fissarla è il Garante della Privacy che ha da poco emanato un provvedimento generale rivolto a quanti svolgono l’attività di recupero crediti (sia le società specializzate sia quanti, tra finanziarie, banche, concessionari di pubblici servizi, compagnie telefoniche, svolgono tale attività direttamente).

I COMPORTAMENTI INTOLLERABILI – Il provvedimento dell’Autorità si è reso necessario a fronte delle denunce da parte dei cittadini che segnalavano: visite a domicilio o sul posto di lavoro; reiterate sollecitazioni al telefono fisso o sul cellulare; telefonate preregistrate; invio di posta con l’indicazione all’esterno della scritta “recupero crediti” o “preavviso esecuzione notifica”, fino all’affissione di avvisi di mora sulla porta di casa. Spesso anche dati personali di intere famiglie risultavano inseriti nei data base del soggetto creditore o delle società di recupero credit

IL VADEMECUM – Per chiarire ai cittadini cosa è lecito e cosa, invece, è scorretto il Garante ha per la protezione dei dati personali ha diffuso un breve Vademecum. Quali dati personali si possono trattare nell’ambito dell’attività di recupero crediti? La guida sintetica illustra in modo semplice e immediato a quali principi si devono ispirare coloro che legittimamente svolgono attività di recupero del credito e le garanzie riconosciute al debitore. Il Vademecum “Privacy e recupero crediti” è suddiviso in otto sezioni: principi generali, il recupero crediti e i dati personali; le prassi illecite; quali dati posso trattare?, l’informativa; la conservazione dei dati; l’esercizio dei diritti; documenti di riferimento.

Il vademecum riporta anche i riferimenti ai principali provvedimenti dell’Autorità sull’argomento.

 

fonte: confconsumatori.it

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19/04/2016 “FONDO IMMOBILIARE DINAMICO”: CONFCONSUMATORI CHIEDE LO STOP DELLE COMMISSIONI

 Da anni Confconsumatori ha puntato il faro sui fondi immobiliari chiusi, in particolare dopo il Fondo Olinda, per il quale l’associazione ha interessato le Autorità, a seguito delle perdite subite dagli investitori. Oggi si apre un nuovo capitolo: alcuni quotisti del fondo chiuso immobiliare “Immobiliare Dinamico”, gestito da BNP Paribas, hanno scritto alla SGR tramite Confconsumatoriper ridiscutere il sistema di calcolo delle commissioni della Società, l’unica che finora ha davvero guadagnato (profumatamente) nell’intera vita del fondo.

Dalla Relazione di gestione 2015, emergono i seguenti dati: una perdita nel 2015 per euro 24.453.089; il risultato complessivo della gestione dei beni immobili, (nella intera vita del fondo) è pari ad euro 24.038.511,tuttavia, gli oneri di gestione complessivi sostenuti dalla Società ammontano ad euro 62.553.677, che incidono sulle spalle dei piccoli risparmiatori. A fronte di una raccolta di quote per euro 463.705.652, durante la vita del Fondo, il valore complessivo netto al 31.12.15 è di 276.676.688. Pertanto, il valore totale prodotto dalla gestione è sostanzialmente negativo per ben euro 77.609.782 (somma derivante da euro 187.028.964 – valore totale dichiarato – detratti però i rimborsi e i proventi complessivi per euro 109.419.182, già distribuiti in questi anni ai risparmiatori).

«Il rendimento del fondo Immobiliare Dinamico è gravemente negativo. Ciò è particolarmente grave per un Fondo Immobiliare, ossia un investimento considerato tradizionalmente sicuro per chi compra» spiega Mara Colla, Presidente di Confconsumatori. «Nonostante questo la SGR continua a incassare commissioni elevate, troppo per l’operatività sul mercato. Altre Società hanno almeno diminuito le proprie commissioni».

Per l’avv. Antonio Pinto, uno dei legali di Confconsumatori che stanno seguendo alcuni quotisti del fondo: «È evidente lo squilibrio finanziario generato dalla remunerazione della SGR che si è andato incrementando nel tempo, a prescindere dal rendimento. Per questo, in rappresentanza di un gruppo di quotisti di Immobiliare Dinamico, Confconsumatori ha chiesto formalmente la riduzione da quest’anno della commissione della SGR, con relativa modifica del Regolamento. Dobbiamo ricordare che Consob nel 2012 ha già formalmente sanzionato BNP Paribas Real Estate Investment Management SGR, per violazioni in tema di diligenza e correttezza, nonché di svolgimento del processo decisionale di investimento inerente i fondi chiusi immobiliari destinati alla clientela retail e in tema di conflitto di interesse relativo ai fondi destinati al pubblico retail».

 

fonte: confconsumatori.it

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16/04/2016 BONUS ELETTRICO E GAS, CHI NE HA DIRITTO? LO SPIEGANO LE ASSOCIAZIONI DEI CONSUMATORI

L’utilizzo del Bonus elettrico e gasè stato oggetto di un incontro organizzato il 13 aprile scorsonella Sala degli Specchi dalleassociazioni dei consumatori Confconsumatori, Assoconsum e Polidream Assoutenti, in collaborazione con la Consulta del Volontariato. L’evento è stato rivolto agli operatori locali delle istituzioni, di enti e organizzazioni senza fini di lucro, che operano con finalità socio-assistenziali e che svolgono servizi di tutela e assistenza.  

L’incontro, sintetico e interattivo, ha toccato gli argomenti più interessanti, chiarendo innanzitutto chi sono i soggetti che hanno diritto a richiedere il Bonus elettrico e gas e lasciando ampio spazio alle domande dei presenti sula loro attività come utenti od operatori. L’obiettivo è stato quello di diffondere la conoscenza di questo strumento attraverso una esaustiva informazione, affinché gli aventi diritto possano sfruttare al meglio questa opportunità. 
Il Bonus –è stato ricordato- è uno strumento reale, reso operativo dall’Autorità per l’Energia elettrica e il Gas e il sistema idrico (AEEGSI) in collaborazione con i Comuni. Garantisce alle famiglie numerose (più di 3 componenti con ISEE non superiore a 20.000€) e alle famiglie in difficoltà economiche (ISEE non superiore a 7.500€) la possibilità di ottenere un risparmio (Bonus appunto) sulle bollette di luce e gas. Inoltre, possono accedere al bonus elettrico anche famiglie con casi di disagio fisico (ossia utilizzo di apparecchi elettromedicali salvavita). 
L’iniziativa è rientrata progetto nazionale ed è stata ideata dalle associazioni dei consumatori riconosciute dal Ministero per lo Sviluppo Economico e finanziato dall’AEEGSI, prevedendo circa 75 incontri di informazione di questo genere su tutto il territorio nazionale.
 

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CONVOCAZIONE DELL'ASSEMBLEA CONFCONSUMATORI FEDERAZIONE REGIONALE PER LA PUGLIA

In allegato, la convocazione per l’Assemblea Regionale.
Ricordo a tutte le Federazioni provinciali che, oltre agli adempimenti statutari (verbale assemblea, relazione attività 2015, bilancio 2015 e iscritti) dovranno entro l’Assemblea regionale, provvedere a terminare l’inserimento degli iscritti nel database, secondo la comunicazione della Presidente nazionale.

Stante la necessità di fornire un numero preciso di partecipanti al gestore del locale "Terranima", per un piccolo rinfresco, siete pregati di fornire, a questo indirizzo e-mail, la Vostra risposta esplicita ( SI oppure NO ) in merito alla partecipazione all' Assemblea suddetta.

Grazie e buon lavoro.

Scarica qui il modulo

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LA CONVOCAZIONE DELL' ASSEMBLEA PROVINCIALE DI BARI DELLA CONFCONSUMATORI-PUGLIA

in allegato, la convocazione dell' Assemblea Provinciale di Bari della Confconsumatori-Puglia.

A presto rivederci.

Scarica qui il modulo

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10/04/2016 ETRURIA: CONTINUANO LE COSTITUZIONI PARTE CIVILE

 Con gli atti oggi depositati la Confconsumatori ha provveduto così a chiedere la costituzione di parte civile per complessivi 130 investitori della Banca Etruria.

Di questi 130, ben 120 abitano in Toscana.

Sempre su 130 danneggiati ben 115 hanno acquistato i titoli direttamente nelle filiali della Banca Etruria, essendo clienti pluriennali ed affezionati.

Si tratta di titolari di obbligazionisti subordinati e azionisti che chiedono, complessivamente, un ristoro di circa 3,5 milioni di euro;  la maggior parte di questi ovviamente in obbligazioni subordinate azzerate dallo stato di insolvenza della Banca.

Quasi tutti i danneggiati (almeno 100 su 130) hanno acquistato i loro titoli, sia subordinate che azioni (visto l’aumento di capitale sociale contestato dalla Procura della Repubblica nel capo di imputazione) nel corso dell’anno 2013 confidando che la Banca, con quelle emissioni, avrebbe sanato la propria posizione patrimoniale.

Confconsumatori non esclude nel corso del procedimento penale, se i propri associati saranno ammessi, di coinvolgere (chiedendone la chiamata) la vecchia Banca in liquidazione coatta amministrativa che deve risarcire, eventualmente, i danni causati dalla condotta dei propri vertici in capo agli azionisti ed ai titolari di strumenti patrimoniali.

Ovviamente Confconsumatori prosegue con le proprie azioni anche giudiziarie tanto da promuovere prossimamente altra importante causa civile, con numerosi investitori frodati, dinanzi al Tribunale di Livorno nei confronti della Nuova Banca dell’Etruria e del Lazio che, quale acquirente dell’azienda bancaria, deve rispondere per gli errori e le inadempienza commesse nella vendita (intermediazione finanziaria) dei propri titoli, nonché della condotta dei propri dipendenti che hanno raccomandato gli investimenti, così da risarcire i danni arrecati agli obbligazionisti subordinati.

Si invitano gli interessati a prendere contatti con le sedi territoriali dell’associazione o con la sede nazionale compilando il modulo in calce.

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08/04/2016 L’ANATOCISMO “RIESUMATO” E' INCOSTITUZIONALE

Il Governo ha reintrodotto l’anatocismo, vietato dal 2014, all’interno della riforma delle BCC, ma per Confconsumatori è incostituzionale:Il Governo ha reintrodotto l’anatocismo, vietato dal 2014, all’interno della riforma delle BCC, ma per Confconsumatori è incostituzionale: 

Lo scorso 6 aprile il Senato ha approvato il Decreto Legge governativo sulle banche, nel quale è stata inserita anche una norma che introduce nuovamente l’anatocismo. La norma prevede che gli interessi scaduti dopo un anno, si sommano al capitale ancora dovuto dal debitore, e quindi, a loro volta, concorrono a produrre nuovi interessi, che andranno calcolati sia sul capitale sia sugli interessi scaduti e non versati. È una norma che vale miliardi di euro all’anno per le banche ma per Confconsumatori il processo di reintroduzione è incostituzionale.

 

L’Anatocismo era vietato dal 1° gennaio 2014 ed era stato oggetto di sentenze di censura da parte della Cassazione, grazie anche alle tante cause proposte dalle Associazioni dei consumatori. Ciò nonostante è stato “riesumato” e reintrodotto all’interno di un decreto legge che aveva un altro oggetto - la riforma delle Bcc – sul quale è stata posta la fiducia, evitando così il confronto con le Associazioni dei consumatori e con le imprese.

 

Le associazioni dei consumatori nei giorni scorsi avevano già espresso congiuntamente la propria disapprovazione rispetto all’emendamento Boccadutri che reintroducendo l’anatocismo rappresenta un vero e proprio “regalo alle banche”. Oggi, a norma approvata, Confconsumatori intende contestarla non solo nei contenuti ma anche nel metodo: «La legge di conversione è incostituzionale – spiegano i legali di Confconsumatori - infatti se il tema del Decreto Legge era la riforma delle Bcc è incostituzionale inserire, nella conversione, tematiche diverse all’oggetto del D.L. che deve avere i requisiti di urgenza».

 

«Incredibili – continuano i legali - le dichiarazioni del proponente, l’on. Boccadutri, che addirittura esulta, solo perché per aver modificato semplicemente la periodicità della capitalizzazione degli interessi, da trimestrale (come era prima del 2014), ad annuale. Boccadutri omette, però, di riferire che il primo effetto della norma è proprio quello di esser tornata a legalizzare, una pratica ormai messa al bando».

confconsumatoripuglia@yahoo.it

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07/04/2016 DA CONFCONSUMATORI ALTAMURA. PRECISAZIONI SULLE NOVITÀ RELATIVE AL PAGAMENTO DEL CANONE RAI

Da quest’anno il Canone Rai ha subito delle variazioni nell’importo e nelle modalità di pagamento. Queste novità hanno apportato un po’ di confusione tra i contribuenti che vogliamo ora chiarire.
1. L’importo annuale del canone è di 100 euro.
2. Non ci sarà più il bollettino come accadeva in passato in quanto il pagamento avverrà con la fattura di fornitura di energia elettrica e l’importo annuo sarà suddiviso in dieci rate mensili (da gennaio ad ottobre). Quest’anno, a partire da luglio, si cominceranno a pagare le prime sette rate e poi di seguito le altre tre rate con le bollette successive.
3. Chiunque detiene un apparecchio atto o adattabile alla ricezione delle trasmissioni televisive è tenuto al pagamento del canone. Ciò avverrà a nome dell’intestatario del contratto di fornitura elettrica in quanto si presume che lo stesso sia in possesso di un apparecchio televisivo.
4. Il canone è dovuto una sola volta per tutti gli apparecchi e per tutte le abitazioni del nucleo familiare anagrafico.
5. Dal 1 gennaio 2016 la disdetta per suggellamento dell’apparecchio non è più prevista.
6. Con il Provvedimento del 24 marzo 2016 l’Agenzia delle Entrate ha chiarito i casi in cui non si è obbligati al pagamento del canone. Ogni caso deve però obbligatoriamente essere denunciato con una autocertificazione, di validità annuale, che espone a responsabilità penale chi dichiara il falso. Tale dichiarazione deve essere spedita improrogabilmente entro il 30 aprile se inviata con posta tradizionale o entro il 10 maggio se inviata in via telematica dai soggetti autorizzati.
Lo staff della Confconsumatori di Altamura è pronto a chiarire quali sono i diversi casi in cui il canone non è dovuto e a supportare chiunque avesse difficoltà nella compilazione della Dichiarazione.
Vi aspettiamo presso la nostra sede in Altamura, Via Giandonato Griffi 14 il martedì, mercoledì e venerdì dalle 19.00 alle 21.00

confconsumatori_altamura

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BONUS A SAPERSI-BITONTO

Incontro di Confconsumatori per conoscere gli sconti sulle bollette di energia elettrica e gas, resi operativi dall’Autorità per l’energia elettrica, il gas ed il sistema idrico, per assicurare un risparmio sulla spesa energetica alle famiglie in condizione di disagio economico e/o fisico.

Bonus a sapersi-bitonto

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