
Il comma 243 fissa a 5 miliardi la provvista che la Cassa depositi e prestiti può mettere a disposizione delle banche per il finanziamento delle aziende che vogliono effettuare investimenti per l’acquisto - anche mediante leasing - di macchinari, impianti, attrezzature ad uso produttivo e beni strumentali. Le imprese avranno, così, maggiore tempo e possibilità di accedere ai benefici disposti dal DL n. 69/2013. Si tratta di finanziamenti bancari o leasing - da richiedere agli istituti convenzionati (è già possibile farlo dal 31 marzo 2014) - beneficiando di un contributo in conto interessi e della garanzia del Fondo nella misura massima dell’80% del suo ammontare. L’erogazione non è automatica ma subordinata alla valutazione dell’impresa da parte della banca (o società di leasing). Il finanziamento è disposto dagli istituti che attingono alle somme messe a disposizione della Cdp e può avere una durata massima di 5 anni.
Un premio, attraverso un bonus fiscale, a chi incrementa la spesa in ricerca e sviluppo è previsto dai commi 35 e seguenti, che prolungano l’incentivo fino al 31 dicembre 2019. Sull’entità dell’agevolazione, è opportuno accennare alla sua base di calcolo. I beneficiari, infatti, dovranno calcolare innanzitutto la media degli investimenti in ricerca e sviluppo realizzati nei tre periodi d’imposta antecedenti a quello di applicazione del bonus. Per le imprese operative da meno di tre esercizi, la media va costruita sull’intero periodo intercorso dalla loro costituzione. Individuata così la media, la stessa va confrontata con il totale degli investimenti realizzati nell’esercizio in cui si intende fruire del credito d’imposta, rilevando l’incremento realizzato. La spesa incrementale ottenuta va moltiplicata per la percentuale di agevolazione, pari al 25 per cento. Il totale degli investimenti in ricerca e sviluppo realizzati nell’esercizio agevolato non può essere inferiore a 30mila euro. Il legislatore dà una puntuale definizione della spesa in ricerca e sviluppo, che va dai lavori sperimentali o teorici svolti, fino alla ricerca pianificata e all’acquisizione di conoscenze e tecnologie. Nell’ambito di tale definizione, costituiscono spesa agevolata: ad es. il personale altamente qualificato impiegato nell’attività di ricerca; le quote di ammortamento di strumenti e attrezzature di laboratorio, di costo non inferiore a 2mila euro; i contratti di ricerca stipulati con Università o organismi di ricerca. Per il personale, gli ammortamenti ed i contratti di ricerca, il computo nella spesa agevolabile è limitato al 50% dell’ ammontare sostenuto. Il credito d’imposta va indicato in Unico, ma non concorre alla formazione del reddito né della base imponibile Irap.
Il comma 6 premia i processi di aggregazione e integrazione tra imprese, attraverso la forma del contratto di rete (oppure in ATI o in RTI), per favorire la qualificazione e lo sviluppo del sistema, per potenziarne la forza contrattuale e accrescerne la competitività. In particolare, sono agevolabili progetti, di durata di almeno 2 anni (e non più necessariamente triennale come previsto nella legge di Stabilità 2014), svolti in collaborazione con istituti di ricerca pubblici, università e istituzioni scolastiche autonome pubbliche e finalizzati a: - creare centri di sviluppo di software e hardware open-source per la crescita e il trasferimento di conoscenze alle scuole, alla cittadinanza, agli artigiani e alle microimprese; - creare centri per l’incubazione di realtà innovative nel mondo dell’artigianato digitale;- creare centri per servizi di fabbricazione digitale rivolti ad artigiani e a microimprese;- mettere a disposizione tecnologie di fabbricazione digitale;- creare nuove realtà artigianali o reti manifatturiere incentrate sulle tecnologie di fabbricazione digitale. Il Fondo presso il Ministero dello sviluppo economico ha ricevuto una dotazione pari a 10 milioni di euro per l’anno 2015.
I commi 202 e 203 definiscono il finanziamento per il Piano straordinario per il Made in Italy, con risorse decrescenti nel triennio (130 milioni di euro per l’anno 2015, 50 milioni per il 2016, 40 milioni per il 2017). Al di sotto delle aspettative, invece, la quota di 3 milioni di euro per il prossimo triennio destinata ai consorzi per l’internazionalizzazione, per il sostegno delle Pmi nei mercati esteri, nonché per incrementare la presenza delle autentiche produzioni italiane presso i mercati internazionali.
Il comma 7 estende l’operatività del Fondo garanzia PMI, per le operazioni relative a finanziamenti alle imprese con un numero di dipendenti non superiore a 499. La garanzia è concessa fino al raggiungimento di un ammontare massimo di risorse impegnate, in termini di accantonamenti operati a valere sul Fondo, pari complessivi 100.000 euro. Il Fondo di garanzia Pmi, rifinanziato per 1,8 miliardi di euro, consentirà di attivare nuove risorse per circa 27 miliardi di euro nel triennio.
Il comma 246 dispone un ulteriore sollievo finanziario alle Pmi in difficoltà grazie alla nuova moratoria per mutui bancari e finanziamenti con la sospensione, a richiesta, del pagamento della quota capitale dei prestiti fino al 2017. La norma, nel dettaglio, permette alle PMI e alle famiglie di sospendere la quota capitale delle rate dei mutui e dei finanziamenti per gli anni dal 2015 al 2017. Sarà un accordo tra Ministero dell’economia e delle finanze, Ministero dello sviluppo economico, ABI (l’associazione di categoria delle banche) e associazioni rappresentative delle imprese e dei consumatori, da raggiungere entro fine marzo 2015, a definire i dettagli delle misure finalizzate a consentire l’allungamento del piano di ammortamento dei mutui e dei finanziamenti.
fonte:ilikepuglia.it
di Antonio Pinto
La Regione Puglia ha emanato il nuovo Bando “Titolo II – Capo III” al fine di agevolare programmi di investimento nell’ambito del settore artigianato, industria, commercio, ristorazione e servizi.
Il nuovo Avviso prevede che le microimprese, le piccole e medie imprese regolarmente costituite possano presentare, dal prossimo 22 gennaio 2015 e per gli anni successivi, fino ad esaurimento risorse, progetti di investimento di importo minimo pari a 30 mila euro, destinati:
- Alla realizzazione di nuove unità produttive;
- All’ampliamento di unità produttive esistenti;
- Alla diversificazione della produzione di uno stabilimento esistente per ottenere prodotti mai fabbricati precedentemente;
- Ad un cambiamento fondamentale del processo di produzione complessivo di un’unità produttiva esistente.
Per tali investimenti, l’agevolazione consiste in un contributo “a fondo perduto” (calcolato anche sul montante interessi) che potrà arrivare sino al 45% dei costi ammissibili per le piccole imprese ed al 35% dei costi ammissibili per le medie imprese. Le domande di agevolazione posso essere presentate dalle imprese che appartengono alle seguenti categorie:
• Imprese Artigiane , iscritte nella sezione Artigiani della CCIAA ;
• Imprese Commerciali, sia di vendita al dettaglio che all'ingrosso, oltre alle attività di vendità on-line e di Ristorazione (escluso i Codici Ateco 56.10.4 - 56.10.5 - Ristorazione ambulante) ;
• Imprese di Servizi, Manifatturiere o del settore Costruzioni, anche se non iscritte nella sezione Artigiani della CCIAA .
Le domande di agevolazione possono essere presentate a partire dal 22 gennaio 2015. www.studiolegaleomnia.com
fonte:ilikepuglia.it
di Laura Maria Pia Tota
Secondo un’indagine condotta dal Movimento Consumatori oltre 30 banche continuano a capitalizzare gli interessi debitori maturati nei trimestri precedenti e ad applicare anche su tali somme gli interessi passivi. E’ cosi emersa l’applicazione, da parte delle banche degli interessi anatocistici, in violazione della legge di Stabilità per il 2014. La Legge, infatti, a partire dal 1° gennaio 2014, ha introdotto il divieto circa l’applicazione di interessi sugli interessi per tutte le operazioni bancarie.
Si tratta di comportamenti gravi che per il 2014 hanno comportato l’addebito di interessi illegittimi, che possono essere stimati in circa due miliardi di euro.
“Appare indispensabile informare tutti i risparmiatori che tale pratica è ormai illegittima” – secondo l’avv. Dario Barnaba di Confconsumatori – “e che, in caso di violazione, essi hanno il diritto di chiedere la restituzione degli interessi illegittimamente pagati”.
I principi giuridici inerenti il diritto all’oblio, sanciti dalla Corte di giustizia europea, con una sentenza di maggio, iniziano ad essere applicati anche in Italia. Il Garante della privacy ha, infatti, discusso le prime segnalazioni di cittadini che chiedevano di essere “dimenticati” da Google.
L’Autorità, con provvedimento del 06 novembre 2014, ha infatti accolto il ricorso di una signora coinvolta in un procedimento giudiziario, che chiedeva a Google di deindicizzare la ricerca che rimandava a un sito in cui erano contenuti dati personali riservati, sottratti illegalmente o falsificati.
La società di Mountain View si è giustificata dicendo che quelle informazioni riguardavano la vita professionale della ricorrente e, pertanto, dovevano essere considerate di interesse pubblico. Il Garante ha, invece, ritenuto che nel caso di specie la richiesta avesse fondamento e ha, dunque, imposto a Google di applicare il diritto all’oblio, ordinando di cancellare il rimando ai dati.
Merita di essere rilevato che invece in altri casi, se la vicenda penale non si è ancora conclusa, il Garante ha dato ragione a Google, e quindi non ha considerato consolidato il diritto alla cancellazione dei dati. Nel caso in cui il diritto all’oblio venga negato, oggi l’interessato può dunque rivolgersi al Giudice o al Garante della privacy, così come i cittadini che hanno fatto da apripista.
Stabilizzati gli 80 euro in busta paga.
Divieto di circolazione per i veicoli cosiddetti euro 0, a partire dal 01.01.2019.
Bonus bebè di 80 euro al mese per 3 anni, per bambini nati o adottati entro il 31 dicembre 2015 riservato a famiglie con tetto Isee pari a 25mila euro annui. L'importo mensile raddoppia (cioè 160 euro al mese per 3 anni) in caso di famiglia in condizioni di povertà assoluta (valore Isee sotto i 7mila euro annui).
Prorogate di un anno (per tutto il 2015) le aliquote massime degli sconti fiscali su ristrutturazioni edilizie (50%, che scenderà al 36% nel 2016) e riqualificazione energetica delle abitazioni (65%).
IMU - TASI: Bloccato per il 2015 il tetto massimo (2,5 per mille) fino al quale i comuni possono aumentare l'imposizione fiscale sulla prima casa con un aumento extra limitato allo 0,8 per mille (quindi in totale 3,3 per mille) che scongiura quindi l'iniziale intenzione di innalzare la tassa fino al 6 per mille.
MOBILI: Viene prorogato fino al 31 dicembre 2015 il bonus per detrarre il 50% sull’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici (10 rate annuali e importo massimo pari a 10mila euro) in abbinamento a ristrutturazione edilizia.
Nel Pubblico Impiego: viene previsto il blocco dei contratti pubblici per tutto l’anno 2015.
Cambia il regime dei minimi sulla tassazione: viene sostituito da un nuovo regime a forfait che sarà variabile da attività ad attività e prevederà un'imposta del 15% da calcolare, in base all'attività, non più sulla differenza ricavi/costi ma in base ad uno specifico coefficiente (per i professionisti sarà ad esempio del 78%). Anche le soglie di fatturato saranno variabili in base all'attività e andranno da un minimo di 15mila euro per i professionisti ad un massimo di 40mila euro per ristoratori e albergatori. Importo massimo di 5mila euro di spese per collaboratori e dipendenti, esenzione IVA (tranne alcune eccezioni) e limite a 20mila euro per i beni strumentali. Sparisce il livello minimo imponibile per i contributi previdenziali che saranno calcolati unicamente in percentuale (variabile da attività ad attività) sul reddito.
SOCIAL CARD: Dal 2015 lo stanziamento dedicato (previsto dal Decreto Legge 25.06.2008 n.112) aumenta di 250 milioni di euro.
SCUOLA: Al fine di dotare il Paese di un sistema d'istruzione scolastica che si caratterizzi per un rafforzamento dell'offerta formativa e della continuità didattica, nonché per la valorizzazione dei docenti, è istituito un fondo denominato «Fondo “La buona scuola”», con la dotazione di 1.000 milioni di euro per l'anno 2015 e di 3.000 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2016.

Confconsumatori Puglia augura buon Natale a tutti e in particolare a ognuno dei 2920 soci delle 18 sedi presenti su tutta la Puglia. Una rete reale di luoghi fisici, di professionisti e di persone, che ogni tanto riesce a mettere a segno qualche buon colpo di rappresentanza civica e di tutela dei cittadini. Lo facciamo con la foto di alcuni componenti dello staff di una delle due sedi di Bari (Via Bozzi 13), solo perchè non entrerebbero mai, in un'unica foto, i componenti degli staff di tutte le sedi.
La Legge 3/2012 si rivolge essenzialmente ai consumatori ed ai piccoli imprenditori che non sono più in grado di far fronte ai propri impegni finanziari.
I soggetti in difficoltà economica (consumatori), anche temporanea, possono riprendere le proprie attività sospendendo le obbligazioni pregresse (mutui, esecuzioni immobiliari, esecuzioni mobiliari e presso terzi, cautelari ecc.), anche in una prospettiva di ripresa della domanda interna dei consumi.
Il consumatore diventa il beneficiario di una procedura di composizione della crisi caratterizzata dall’assenza del consenso di una maggioranza, anche semplice, dei crediti o dei creditori. Tutto è invece subordinato a un giudizio di fattibilità del piano di ristrutturazione del debito e a una valutazione di meritevolezza che andranno effettuate soltanto dall’Autorità Giudiziaria.
Per il piccolo imprenditore non fallibile, invece, sarà necessario l’accordo con almeno il 60% dei crediti. I creditori che non aderiscono all’accordo saranno comunque vincolati all’accordo e saranno pagati anche loro in percentuale, a patto del raggiungimento della maggioranza qualificata.
Come spiega l’avv. Dario Barnaba di Confconsumatori: “in entrambi i casi (sia per il consumatore che per il piccolo imprenditore), per effetto di un provvedimento giudiziale, scatterà il blocco delle azioni esecutive individuali e di quelle cautelari sul patrimonio del debitore sino al momento dell’omologazione dell’accordo e del piano del consumatore”.
La Legge prevede, poi, la possibilità di una terza procedura alternativa di liquidazione di tutti i beni del debitore della durata minima di 4 anni, con l’effetto di condurre, condizione necessaria per ottenere l’esdebitazione (cioè la liberazione dai debiti residui), alla liquidazione di tutti i beni sopravvenuti nel suo patrimonio nel corso dei 4 anni. L’azzeramento della posizione debitoria è poi condizionata anche alla dimostrazione di avere svolto nel medesimo periodo di tempo un’adeguata attività di produzione del reddito. Tale procedura consentirebbe al debitore il “fresh start” e quindi il proprio ritorno sul mercato del debitore ormai tornato in bonis.
fonte:ilikepuglia.it
La Corte di Cassazione civile, sez. I, con sentenza del giorno 11/11/2014, n. 24001 ha affermato testualmente il seguente importante principio giuridico: “L'ordinamento italiano - per il quale madre è colei che partorisce, secondo quanto disposto dall'art. 269, terzo comma, c.c. - contiene, all'art. 12, comma 6, legge n. 40 del 2004 un espresso divieto, rafforzato da sanzione penale, della surrogazione di maternità, ossia della pratica secondo cui una donna si presta ad avere una gravidanza e a partorire un figlio per un'altra donna; tale divieto non è stato travolto dalla declaratoria d'illegittimità costituzionale parziale dell'analogo divieto di fecondazione eterologa, di cui all'art. 4, comma 3, della medesima legge, pronunciata dalla Corte costituzionale con la sentenza n. 162 del 2014. Il divieto di pratiche di surrogazione di maternità è di ordine pubblico e non si pone in contrasto con la tutela del superiore interesse del minore, atteso che il legislatore ha considerato che tale interesse si realizzi attribuendo la maternità a colei che partorisce e affidando all'istituto dell'adozione, realizzata con le garanzie proprie del procedimento giurisdizionale, piuttosto che al semplice accordo della parti, la realizzazione di una genitorialità disgiunta dal legame biologico.” (nella specie, una coppia di coniugi, di cui la moglie sottoposta ad intervento di isterectomia ed il marito affetto da oligospermia, avevano stipulato in Ucraina un contratto di maternità surrogata, a seguito del quale era nato un bambino, dichiarato all'anagrafe italiana come figlio biologico della coppia; la Corte ha statuito che il certificato di nascita ucraino, sul quale la coppia basava il rapporto di filiazione con il minore, e la stessa legge ucraina in materia di maternità surrogata sono contrari all'ordine pubblico italiano, sicchè al primo non può riconoscersi efficacia, ai sensi dell'art. 65 legge n. 218 del 1995, e la seconda non può trovare applicazione, ai sensi dell'art. 16 della medesima legge n. 218, con conseguente impossibilità di riconoscere lo status del minore quale figlio della coppia, difettando in radice l'attribuzione, ossia il titolo). www.confconsumatoripuglia.it
fonte:ilikepuglia.it

SACE, la società pubblica che cura il credito alle esportazioni, ha pubblicato i dati al 1 ottobre 2014 che vedono una forte crescita delle vendite oltre confine dei prodotti italiani, con una previsione a fine anno di merci vendute all'estero per 395 miliardi di euro. Questi numeri consentono all'Italia di rimanere nella top ten dei maggiori esportatori mondiali. La seconda buona notizia è che, oltre alla quota di mercato estero che già occupiamo, tutti gli studi di ricerca concordano nell'affermare che durante i prossimi anni, nei Paesi emergenti vi saranno circa 800 milioni di nuovi soggetti che potrebbero uscire dalla vulnerabilità sociale e divenire consumatori del Made in Italy. Questo ulteriore mercato potenziale è stimato in altri 168 miliardi di euro.
Premessi i numeri sopra descritti, è chiaro che l'Expo di Milano è il migliore strumento che abbiamo a breve per agganciare la Puglia al boom della classe media dei Paesi esteri ed emergenti. La strategia operativa è quasi scontata, in teoria. Si tratta, a livello macro, di creare e rafforzare un marchio Puglia, con riferimento ai valori ed ai prodotti per i quali siamo leader. A livello di singole imprese, occorre ricordare che giugno è.......domani. Pertanto, è vitale che le aziende pugliesi inizino da oggi a lavorare per creare o accedere a strumenti di collegamento con EXPO, sia logistici e materiali che di carattere relazionale. Così poi poter usare, il secondo semestre del 2015, per stipulare contratti con clienti esteri.
Per internazionalizzare serve avere (e saper organizzare) una lista di "ingredienti" concreta: serve, quantomeno, una relazione con un soggetto locale, uno spedizioniere serio e competente, una struttura di ecommerce ben fatta, una narrazione del prodotto da comunicare, persone che risolvano il problema della lingua, qualche consulente che sappia cosa sia, ad esempio, un contratto di apertura di credito documentario per il commercio con l'estero, qualche risorsa da investire.
L'EXPO di Milano può accorciare tempi e distanze per l'acquisizione di clienti stranieri. Sempre che si abbia un prodotto di buona qualità e voglia di lottare.

la guida sui "diritti dei passeggeri e dei viaggiatori" è in distribuzione gratuita, presso la sede confconsumatori-puglia, in via giuseppe bozzi 13, a bari, dal lunedì al venerdì , dalle ore 10 alle ore 12.
vacanza rovinata, bagagli smarriti, cancellazioni voli e/o prenotazioni hotel, codice del turismo, sono alcuni degli argomenti trattati con semplicità e chiarezza.
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