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3/11/19 Antonio Pinto intervistato da Repubblica sulle ragioni degli azionisti della Banca Popolare di Puglia e Basilicata e di Banca Popolare Pugliese

Oltre ai noti problemi in cui versa la Popolare di Bari, anche gli azionisti delle altre due banche popolari pugliesi si ritrovano azioni illiquide e in forte ribasso.

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24/10/19 BIO-ON, CHI DOVEVA GARANTIRE GLI AZIONISTI: IL NOMINATED ADVISOR, LO SPECIALISTA, LA SOCIETA’ DI REVISIONE.

La Procura di Bologna ha rapidamente dato seguito alle indagini nei confronti della società Bio-On, produttrice di bio-plastiche speciali e quotata sull’AIM. Le accuse dei Giudici sono pesanti: aver falsato i bilanci e le comunicazioni sociali e aver manipolato il mercato dei risparmiatori. La Guardia di Finanza ha intanto meritoriamente sequestrato circa 150 milioni di euro e le negoziazioni del titolo sono state sospese.

Nelle 39 pagine di ordinanza del Tribunale di Bologna ci sono i dettagli di tutte le operazioni fittizie, le informazioni obbligatorie al mercato omesse e l’entità dei ricavi non veritieri che – secondo l’accusa del PM - dal 2015 al giugno scorso Bio-on ha divulgato al fine di rendere più appetibili sul mercato le azioni della società.

La società ha bruciato quasi un miliardo di capitalizzazione, che purtroppo è per la gran parte in mano ai piccoli investitori.

Secondo l’avv. Antonio Pinto, legale di Confconsumatori: “Nei prossimi giorni studieremo le condotte e le possibili responsabilità risarcitorie, in sede civile, di tre soggetti che dovrebbero svolgere funzioni di tutela del mercato dei risparmiatori che investono sull’AIM, ossia il Nominated Advisor, lo Specialista e la Società di revisione. Infatti, se dopo aver studiato i documenti sociali resi obbligatoriamente pubblici, dovessimo verificare la sussistenza di gravi negligenze, i tre soggetti indicati sarebbero responsabili, in solido fra loro, per i danni cagionati ai terzi investitori, a seguito di propri inadempimenti o illeciti”.

Le principali responsabilità che normativamente sono in capo al NOMAD riguardano la valutazione dell’idoneità e dell’appropriatezza della società che presenta la domanda di ammissione, oltre che l’assistenza e la guida dell’emittente nel rispetto delle responsabilità derivanti dal regolamento emittenti, sia in occasione dell’ammissione e sia dopo su base continuativa. Il NOMAD deve inoltre fornire pareri e indicazioni agli amministratori della società circa gli obblighi e le responsabilità che derivano dall’ammissione all’AIM Italia e deve assicurarsi che ne siano consapevoli. Il Nomad della Bio-On è stato – dalla quotazione e sino a settembre scorso – la Envent Capital Markets, con sede italiana in Roma.

La società di revisione provvede alla verifica contabile ed alla certificazione dei bilanci. Per i bilanci degli ultimi due anni di Bio-On, la società di revisione è stata Ernst & Young.

Lo “Specialista” è obbligatoriamente previsto dal regolamento di AIM Italia, al fine di garantire la liquidità dei titoli, una volta che la società è ammessa alle negoziazioni. Lo specialista ha essenzialmente il compito di effettuare l’attività di market maker: ossia acquistare i titoli nel momento in cui il mercato vende e venderli nel momento in cui il mercato acquista. Si impegna dunque a sostenere la liquidità del titolo. Inoltre lo specialista ha il compito di predisporre periodicamente studi e ricerche sulla società quotata da rendere disponibili agli investitori che potranno così essere a conoscenza dell’andamento della società e delle strategie future. Lo Specialista è stato Banca Finnat Euramerica S.p.A., la quale, in una nota diffusa al mercato il 13 dicembre scorso, dinanzi a un prezzo di euro 53,60 ad azione, forniva l‘indicazione di comprare, indicando come target price, ben 86 euro ad azione.

Secondo Mara Colla, presidente nazionale di Confconsumatori: “la rete di protezione sull’AIM non ha minimamente funzionato e questo ha consentito di bruciare quasi un miliardo di euro di risparmio privato. Chiederemo a Borsa Italiana se e quali provvedimenti intende adottare nei confronti delle figure professionali che avrebbero dovuto affiancare la BIO-ON, anche a tutela dei piccoli risparmiatori.

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17/9/19 Confconsumatori in Consap per il Fondo Indennizzi Risparmiatori

Lunedì 16 settembre l'avv. Antonio Amendola e Sara Bitetti di Confconsumatori hanno partecipato, come delegati dell'Associazione, all’incontro organizzato dalla Consap per l’accesso al Fondo indennizzo Risparmiatori (FIR), con le Associazioni dei consumatori che seguono gli azionisti delle banche in default.  Nel corso dell’incontro, l'avv. Amendola ha evidenziato alla Segreteria tecnica della Consap diverse criticità tecnico-giuridiche riscontrate da molti risparmiatori nell’ambito della procedura telematica attivata per formulare le richieste di accesso al Fondo Indennizzo.

Tra le novità più significative emerse nell’incontro, si segnala che:

  1. a seguito di delibera adottata dalla Commissione tecnica, l'eventuale delega  alla presentazione dell'istanza non richiede l'autentica della firma;
  2. nei prossimi giorni la Consap incontrerà gli istituti di credito coinvolti nella vicenda, per la predisposizione di un unico modello di attestazione da consegnare ai risparmiatori, per comprovare l’acquisto dei titoli, la loro quantità residua e l’importo investito;
  3. le perplessità manifestate dai partecipanti (ad es. inerenti le obbligazioni convertibili, il valore residuo delle subordinate da indicare nella domanda, le modaltà di rilascio dei certificati da parte delle banche) saranno sottoposte alla Commissione tecnica che farà conoscere le proprie determinazioni nelle prossime settimane.

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15/9/19 Banca Popolare di Bari: l’avv. Antonio Pinto di Confconsumatori intervistato da Repubblica sulla sentenza con cui la Corte di Appello di Bari ha rigettato integralmente l’opposizione della Banca Popolare di Bari

 

La Corte di Appello di Bari, con sentenza ampiamente motivata, la scorsa settimana ha rigettato l’opposizione della banca ed ha confermato tutte le sanzioni inflitte dalla Consob alla BPB ed ai suoi dirigenti. Tale sentenza, in concreto rafforza le ragioni giuridiche degli azionisti, perché rimane autorevolmente confermato che la banca nei tre aumenti di capitale svolti fra fine 2012 ed il 2015, ha violato obblighi informativi rilevanti, il principio di adeguatezza fra le azioni vendute e il profilo di rischio effettivo degli acquirenti, non ha garantito il corretto funzionamento del mercato di negoziazione interno delle azioni. Al di là della conferma delle sanzioni economiche ai vertici della banca, è importante che la Corte abbia confermato la sussistenza delle condotte illegittime in sede di vendita delle azioni, accertate dalle ispezioni Consob anche grazie ai tanti esposti proposti da azionisti assistiti giuridicamente dal Comitato per la tutela degli azionisti BPB.

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31/7/19 Comitato per la tutela degli azionisti della BPB: Comunicato ai soci.

L’assemblea della banca ha approvato il bilancio 2018 con una perdita di circa 420 milioni. La raccolta totale è scesa, a riprova del basso tasso di fiducia dei clienti.

I nuovi componenti del CDA sono essenzialmente tutti espressione esclusivamente dell’antico gruppo dirigente.

1 Abbiamo già lamentato lo svuotamento del valore del diritto di voto dell’azionista, proprietario della Banca, relegato a mero ratificatore di scelte altrui. Oggi si evidenzia il disprezzo del suo ruolo, la cui fiducia ormai è stata travolta, ritrovandosi ad avere un Cda ancora privo di un progetto operativo credibile e condiviso con i soci, i quali ad oggi non sanno neppure quali saranno le reali conseguenze della ventilata creazione di una S.p.A. che ancora oggi vengono taciute agli azionisti. Omissione questa, che viola il principio fondamentale di informazione corretta e completa da riconoscere agli azionisti. Questo toglie ogni valore sostanziale alla Assemblea e alle sue decisioni e impone una fase di chiarezza su quanto accaduto e quanto in programma.

2 Ci chiediamo se anche la Vigilanza sia all’oscuro delle scelte che la banca intende effettuare e comunque cosa intende fare per risanare questo vuoto enorme di trasparenza nei confronti degli azionisti.

3 Si conferma così la correttezza della nostra proposta di trasformare -su volontà dell’azionista- le azioni in titoli privi del diritto di voto (assicurando in cambio un dividendo minimo al titolo), stante la sostanziale inutilità del voto stesso.

4 La opacità e la mancanza di coinvolgimento dell’azionariato nelle scelte del management, non solo sono una violazione della normativa vigente, ma accrescono i legittimi dubbi e dicerie incontrollate e diffuse nella popolazione, che sono fortemente lesive degli interessi degli azionisti e purtroppo anche della stessa Banca, istituzione importante per il territorio che sarebbe invece utile salvaguardare.

5 I comportamenti sleali rendono impossibile ogni azione diversa da quelle legali in tutte le sedi civili e penali, con particolare attenzione non solo alle posizioni singole dei soci, ma anche alle future determinazioni del CDA, e quindi il Presidente Canio Trione convocherà l’assemblea dei soci a settembre in cui rassegnerà le sue dimissioni irrevocabili, in polemica sia con il management passato, sia con quello attuale, sia con la Vigilanza.

6 Il Comitato procederà con la necessaria fermezza a tutelare gli azionisti in questo difficile frangente.

Il Presidente del Comitato degli azionisti Canio Trione, Adiconsum (Vincenzo Riglietta), Adusbef (Vincenzo Laudadio), Assoconsum (Francesco Decanio), Codacons (Antonio Scalioti), Confconsumatori (Antonio Pinto), Lega Consumatori Bari (Angela Forcina), Unione Nazionale Consumatori (Andrea Cardinale). 

Per info e contatti: 3317626869 - confconsumatoripuglia@yahoo.it

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5/7/19 LE RICHIESTE DEL COMITATO AZIONISTI ALLA BANCA POPOLARE DI BARI

Il progetto di bilancio 2018 della banca ha visto dare numeri diversi per tre volte in un mese, numeri sempre in peggioramento: non ricordiamo che vi sia mai stato un precedente storico analogo.

L’assemblea è stata spostata per ben due volte, ed ora è fissata a domenica 21 luglio, ma non si conosce ancora l’ordine del giorno, la lista dei candidati al Consiglio di Amministrazione, il progetto di bilancio che si sottoporrà ai soci, perché la banca ritiene di dover attendere l’ultimo giorno utile di legge in cui poterlo fare. Contestiamo da sempre questo modo di procedere.

Gli ultimi segnali, in ordine cronologico, che arrivano dalla banca dimostrano (qualora ce ne fosse ancora bisogno) che l'urgenza maggiore per  la banca èmeritare e recuperare la fiducia dei suoi veri ed unici proprietari, ossia degli azionisti, i quali peraltro sono anche correntisti e quindi clienti.

La possibilità di capitalizzare i 500 milioni di euro messi a disposizione dalla nuova normativa, nonché la causa verso la Commissione europea per il caso Tercas sono due dati positivi, ma attengono uno ad un’operazione contabile ed un altro ad una causa giudiziale. Invece oggi serve un Consiglio di Amministrazione che sia rinnovato e abbia un progetto per ridare redditività alla banca e liquidabilità al titolo azionario.

A fronte di tanto l’assemblea del 21 luglio potrebbe essere una delle ultime occasioni possibili per la banca per cercare di recuperare il rapporto con i suoi soci e clienti, ma per fare questo occorrono azioni concrete e non parole di generica rassicurazione.

Il Comitato ritiene un requisito minimo di buon senso e di correttezza che – dopo tutto quello che è accaduto - fra gli undici componenti del Consiglio di Amministrazione, vi sia il presidente del Comitato, Canio Trione, che è un economista, con esperienza universitaria, autore di varie pubblicazioni scientifiche sui temi economici, quindi con un curriculum idoneo per fare parte del CDA. In secondo luogo, la sua nomina garantirebbe la presenza di una persona che è espressione diretta dei piccoli azionisti della banca, i quali oggi hanno la netta percezione di non essere rappresentati all’interno del Consiglio. In terzo luogo, è l’unico di cui i soci possono conoscere quali siano le idee ed i programmi per ridare stimolo alla banca ed al titolo azionario.

Il Comitato degli azionisti, a fronte della solitudine in cui è stato lasciato in questi tre anni da parte di vari “poteri locali”, può vantare di aver affiancato i piccoli azionisti per i seguenti fatti: 1) informazione costante ai soci, per spiegare i vari eventi di questo triennio, attraverso la mailing list diretta, incontri sul territorio pugliese, social-media delle Associazioni componenti e mass media seri che hanno voluto pubblicare i comunicati che inviavamo; 2) Due milioni di euro di Fondo di solidarietà devoluti a soci che erano in situazioni critiche; 3) 3,5 milioni di euro per il primo tavolo di conciliazione che la banca ha deliberato, per i soci che hanno avviato una causa nel 2018; 4) cause per gli azionisti che avevano comprato le azioni con violazioni delle regole di tutela; 5) assistenza dinanzi alle Autorità di Vigilanza per esporre fatti lesivi; 6) introduzione di un mutuo con clausola specifica che prevede la facoltà di sospensione della rata, per tre volte e fino a tre anni; 7) fidi a tasso agevolato per azionisti in crisi di liquidità; 8) elaborazione di una progettualità tecnicamente idonea a ridare redditività alla banca che, fra le altre proposte, prevede: a) costituzione di un Fondo che garantisca un dividendo e ridia liquidità al titolo azionario; b) allargare la possibilità di sospensione della corresponsione della sorte capitale di mutui e finanziamenti, anche alle Pmi. c) Per le aziende del settore agricolo è opportuno offrire, oltre a quanto previsto nel punto precedente, anche un contratto di mutuo misto (e cioè che contempli sia uno scopo predeterminato, sia liquidità) opportunamente garantito, che includa nel proprio costo in termini di interessi anche una assicurazione contro gli eventi atmosferici avversi a favore della banca. d) Ai clienti che abbiano restituito regolarmente più della metà di quanto prestatogli, la banca può offrire senza oneri di sorta e a valere sulla garanzia già esistente, fino ai due terzi di quanto restituito, alle stesse condizioni originarie. Si tratta di una misura significativa sul piano dimensionale e costituisce, per l’impresa e la famiglia che abbia dato buona prova di se, una “riserva” che conferisce una più grande serenità economica e quindi l’effetto “ricchezza”, senza costi e lungaggini burocratiche ma in maniera prevedibile ed affidabile. e) In vista della introduzione del mercato libero dell’energia, la banca può offrire agli azionisti un contratto per la fornitura di energia elettrica (su cui la banca percepisce una commissione) che abbia vantaggi economici notevoli per il cliente (ottenuti grazie alla negoziazione per numeri importanti nella trattativa con la società energetica). f) In vista della necessità di ampliare l’attività delle popolari è necessario meglio utilizzare le risorse umane esistenti e orientarle all’assistenza effettiva e di servizi utili per la clientela.

Su queste proposte chiediamo che la banca si confronti, non in maniera strumentale per “superare” il 21 luglio, ma per dimostrare di avere la capacità – con i fatti - di recuperare la fiducia dei suoi soci e clienti dal 22 luglio.

Bari, li 05 luglio 2019

Il Comitato degli azionisti: Adiconsum (Vincenzo Riglietta), Adusbef (Vincenzo Laudadio), Assoconsum (Francesco Decanio), Codacons (Antonio Scalioti), Confconsumatori (Antonio Pinto), Lega Consumatori Bari (Angela Forcina), Unione Nazionale Consumatori (Andrea Cardinale).

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27/6/19 Popolare di Bari: il Comitato degli azionisti invita i soci ad un voto in assemblea non appiattito sulle proposte della banca

Cari soci, la banca ha reso noto che il 14 luglio si terrà l’annuale assemblea della Banca Popolare di Bari. Si tratta dell’evento principale per conoscere quale sia il bilancio e la situazione contabile della banca e per deliberare sul suo futuro. In questa occasione si dovranno sostituire vari membri del Consiglio di Amministrazione.

Vogliamo esprimere con forza un principio che non sembra essere affatto considerato nel dibattito che si sta svolgendo su questo tema. Nessuno infatti sta chiarendo quali siano i progetti che gli aspiranti candidati a questi ruoli intendono svolgere. Nessuno fonda la propria candidatura su un programma chiaro e definito che fornisca all’Assemblea le ragioni per cui sceglierlo. In una situazione delicata come quella attuale, è impensabile che i nuovi consiglieri di amministrazione vengano scelti esclusivamente sulla base del curriculum professionale. Un’esigenza minima di trasparenza impone che chi si vuole candidare deve dire oggi, subito, quali siano le iniziative che intende porre in essere per rilanciare la banca. I soci voteranno solo coloro che in maniera chiara diranno prima, che cosa vogliono fare per la banca e per i soci.

Peraltro la situazione della BPB è molto particolare in quanto viene fuori un periodo in cui gli aspetti legali, prodotti da nuove legislazioni, sono stati prevalenti rispetto alla politica creditizia relegata sconsideratamente in secondo piano. Inoltre, l’economia di riferimento -che è quella dell’intero mezzogiorno d’Italia, famiglie e piccole imprese- ha tutte le potenzialità per rilanciarsi e quindi ha bisogno di un sistema bancario che sappia interpretare e tradurre in redditività le potenzialità esistenti. Nell’agricoltura, nel turismo, nell’energia, senza parlare della industria, del commercio e dell’artigianato si attendono partner creditizi che abbiano mezzi finanziari e contrattualistica adatta alla nostra realtà. Un’opportunità di rilancio dell’economia e della banca come mai è accaduto in passato e quindi altamente promettente per il recupero della funzione e della redditività della BPB; condizioni primarie per il recupero di valore e liquidità del titolo azionario. Sul tema del valore e liquidabilità dell’azione BPB inoltre serve con estrema urgenza un’operazione finanziaria che ne garantisca la redditività e, per questa via, la vendibilità e il crescente valore.  

Per tutte queste ragioni crediamo essenziale conoscere subito i nomi dei candidati al CdA e ad altre cariche e i rispettivi programmi operativi, senza i quali i nostri associati non potranno votare a favore delle richieste deliberazioni assembleari. Quindi lanciamo un appello sia a questi potenziali candidati di presentare un programma, sia all’intera platea dei soci di analizzare attentamente (anche ove necessario con l’ausilio dei nostri esperti), prima di esprimere preferenze che certamente avranno grandi conseguenze nel futuro dei risparmi azionari. Sempre nella convinzione che i soci della Banca non possono essere chiamati a ratificare bilanci ritenuti ormai immutabili (e che comunque dovranno essere attentamente verificati in un prossimo futuro, per comprendere se siano stati redatti sempre in maniera corretta e trasparente per i soci) ma gli azionisti devono essere resi partecipi delle strategie creditizie future, proprio perché sono i primi diretti interessati a che vi sia un rilancio poderoso e stabile. Rilancio possibile purchè lo si persegua con un Consiglio di Amministrazione che abbia al suo interno persone competenti, che abbiano chiarezza di idee sulle azioni da intraprendere, determinazione e soprattutto la fiducia convinta di tutti, in primo luogo degli azionisti.

Per tali ragioni appare importante che gli azionisti partecipino alla prossima assemblea del 14 per esprimere un voto che non sia automatico e scontato ma frutto di una attenta ponderazione.

IL COMITATO: Adusbef, Adiconsum, Assoconsum, Codacons, Confconsumatori, Unione Nazionale  Consumatori, Lega Consumatori

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20/6/19 L’Ordine degli Avvocati di Bari ha organizzato incontro di studio sui diritti degli azionisti delle banche popolari. Antonio Pinto, presidente di Confconsumatori Puglia, sarà uno dei relatori.

L’Ordine degli Avvocati di Bari ha organizzato incontro di studio sui diritti degli azionisti e obbligazionisti delle banche popolari. Antonio Pinto sarà uno dei relatori. Il giorno 20 giugno alle ore 15, presso la Camera di commercio di Bari. L'incontro è pubblico ed i professionisti partecipanti riceveranno tre crediti formativi.

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14/6/2019 VADEMECUM PER ACCEDERE AL FONDO INDENNIZZO RISPARMIATORI (FIR)

In data 11.6.2019 è stato pubblicato il Decreto emesso dal Ministero dell’Economia e delle Finanze che disciplina le modalità di accesso al Fondo Indennizzo risparmiatori, istituito con l’art. 1, commi da 493 a 507 della Legge n. 145/2018, così come modificati dall’art. 36 del D.L. Crescita n. 34/2019.

CHI PUO' RICHIEDERE L’INDENNIZZO

I soggetti che possono richiedere l’indennizzo sono i risparmiatori:

a)       persone fisiche,

b)       imprenditore individuale (anche agricolo), coltivatore diretto,

c)       organizzazioni di volontariato e associazioni di promozione sociale,

d)       microimprese che occupano meno di dieci persone e con un fatturato annuo o un totale di bilancio annuo non superiore a 2 milioni di euro,

che hanno acquistato e sono in possesso di azioni e/o obbligazioni subordinate emesse dalla Banche poste in liquidazione coatta amministrativa dopo il 16 novembre 2015 e prima del 1.1.2018. Dunque le banche interessate sono Veneto Banca, Banca Popolare di Vicenza, Banca Etruria, Banca Marche, Carichieti, Cariferrara, Bcc Crediveneto e Bcc Padovana.

Possono altresì richiedere l’indennizzo:

a)       i successori “per causa di morte” dei soggetti risparmiatori innanzi indicati e che hanno ereditato i suddetti titoli oggetto del Decreto;

b)       il coniuge (ovvero il soggetto legato da unione civile o convivente more uxorio o di fatto ex legge 76/2016) e i parenti entro il secondo grado che hanno acquisito la titolarità delle azioni e obbligazioni subordinate delle banche poste in L.C.A., a seguito di trasferimento per atto tra vivi dopo la data del provvedimento di messa in liquidazione.

MISURA DELL’INDENNIZZO

L’indennizzo è determinato:

a)       per gli azionisti, nella misura del 30% del costo di acquisto delle azioni entro il limite massimo di €100.000 per ciascun avente diritto;

b)       per gli obbligazionisti subordinati, nella misura del 95 % del costo di acquisto delle obbligazioni subordinate, entro il limite massimo di € 100.000,00 per ciascun avente diritto. Sono esclusi gli obbligazionisti subordinati che hanno già beneficiato delle prestazioni del Fondo di solidarietà.

Da detta misura sono detratti gli importi ricevuti a titolo di altre forme di indennizzo, ristoro, rimborso o risarcimento comunque determinato (per i soli obbligazionisti subordinati, l’importo andrà decurtato anche di una somma pari alla differenza, se positiva, tra il loro rendimento e quello dei buoni emessi dal Tesoro).

Ciò significa che anche coloro che hanno sottoscritto la transazione con le banche venete nell’anno 2016, possono richiedere l’accesso al Fondo Indennizzi e, in tale ipotesi, verrà semplicemente detratto l’importo che hanno già ricevuto.

COME RICHIEDERE L’INDENNIZZO

Il Decreto del MEF prevede che tutti i soggetti richiedenti l’indennizzo devono presentare una specifica istanza, da indirizzare alla Commissione Tecnica, che verrà istituita per l’esame e l’ammissione delle domande di indennizzo del FIR.

Le forme e le concrete modalità di presentazione dell’istanza saranno definite dalla Commissione Tecnica.

Sin da ora, in estrema sintesi, si precisa che l’istanza dovrà contenere:

a)       nominativo o denominazione, codice fiscale, residenza e eventuale elezione di domicilio, degli aventi diritto e dell’eventuale rappresentante degli aventi diritto;

b)       quantità e tipo, costo di acquisto, data di acquisto, codici identificativi degli strumenti finanziari oggetto della istanza;

c)       i “successori” e i “familiari” indicano anche i dati dei “risparmiatori” dai quali hanno acquisito gli strumenti finanziari oggetto della domanda;

d)       la Banca in liquidazione che ha emesso gli stessi strumenti finanziari;

e)       i dati necessari per il pagamento mediante bonifico al conto corrente bancario o postale degli aventi diritto (codice IBAN);

f)        qualsiasi altro dato e/o informazione utile

Inoltre, all’istanza dovranno essere allegati i seguenti documenti:

a)       copia fronte-retro del documento di riconoscimento valido degli aventi diritto e dell’eventuale rappresentante e dei relativi codici fiscali;

b)       copia di documentazione idonea a dimostrare l’acquisto degli strumenti finanziari ed il relativo prezzo pagato; documentazione che per “successori” “ e familiari” dimostri il trasferimento degli strumenti finanziari da parte di “risparmiatori”;

c)       copia di eventuale documentazione bancaria o amministrativa o giudiziale utile ai fini dell’accertamento delle violazioni massive del T.U.F. che hanno causato il danno ingiusto ai risparmiatori;

d)       copia di eventuali pagamenti, nelle forme di indennizzi, ristori, rimborsi o risarcimenti comunque denominati, ricevuti dagli aventi diritto per il pregiudizio subito in ordine agli stessi strumenti finanziari, recanti i soggetti pagatori e gli importi incassati;

e)       delega o procura speciale con firma autenticata, in caso di domanda presentata tramite rappresentanza volontaria; copia dell’eventuale provvedimento di rappresentanza legale;

f)        dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, con firma autenticata, attestante che i dichiaranti: 1) dal 1° gennaio 2007, non hanno avuto, nella banca in liquidazione emittente gli strumenti finanziari oggetto della istanza di indennizzo, incarichi negli organi di amministrazione, di controllo, di revisione previsti dall’articolo 1, comma 505, della legge n. 145/2018; 2) non sono parenti ed affini di primo e di secondo grado di amministratori, di controllori e di revisori; 3) non sono controparti qualificate né clienti professionali; 4) non hanno ricevuto altre forme di indennizzo, ristoro, rimborso o risarcimento relative agli stessi strumenti finanziari oggetto della domanda di indennizzo, oppure hanno ricevuto altre forme di indennizzo, ristoro, rimborso o risarcimento, specificando l’importo e la causale rispetto a ciascuna azione o obbligazione subordinata di cui è indicato il codice identificativo e la Banca in liquidazione emittente;

g)       in caso di successione, dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, attestante : 1) la data di decesso del risparmiatore; 2) i dati anagrafici di tutti i successori per causa di morte e le rispettive quote ereditarie spettanti; 3) l’esclusione che vi siano altri successori; 4) la sede dell’Agenzia delle Entrate territorialmente competente per la dichiarazione di successione.

Saranno soddisfatti con priorità e non avranno l’onere di allegare all’istanza copia della eventuale documentazione utile per l’accertamento delle violazioni massive della banca che hanno causato il danno ingiusto, i risparmiatori che abbiano:

a)       un patrimonio mobiliare di valore inferiore a 100.000 euro, calcolato con i criteri della Dichiarazione sostitutiva Unica (DSU);

oppure

b)       un reddito complessivo irpef inferiore a € 35.000,00 nell’anno 2018.

In tali ipotesi all’istanza dovranno allegare, oltre ai documenti sopra indicati, anche un’apposita dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, con firma autenticata, relativa al possesso dei requisiti patrimoniali poc’anzi indicati.

 

LE PROSSIME SCADENZE

Entro 20 giorni dalla pubblicazione del decreto, la Consap renderà operativa una piattaforma informatica per fornire al pubblico informazioni chiare e complete circa le modalità di presentazione della domanda e gli adempimenti necessari.

Entro 45 giorni dalla pubblicazione del decreto, la piattaforma consentirà agli utenti di procedere alla presentazione formale dell’istanza e dei relativi allegati.

La data di decorrenza del termine di 180 giorni per la presentazione delle istanze sarà stabilita successivamente con apposito decreto.

 

Per chi si associa a Confconsumatori nel 2019, l’Associazione fornirà assistenza gratuita per l’intero procedimento. 

Per info e contatti: confconsumatoripuglia@yahoo.it; -  cell: 3511336973

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