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5/6/2019 La Banca Popolare di Bari e il Comitato per la tutela degli azionisti attivano un Tavolo di conciliazione per la risoluzione delle controversie avviate dagli azionisti entro il 31.12.2018

La Banca Popolare di Bari S.c.p.A. intende offrire ai propri Soci la possibilità di aderire ad una “Procedura di Conciliazione” per la risoluzione delle controversie relative alle azioni della stessa Banca. A tale scopo, il Consiglio di Amministrazione della Banca, nella riunione del 27 maggio, ad esito del confronto nel frattempo avviato con i rappresentanti delle Associazioni dei Consumatori riunite in apposito Comitato, ha deliberato di attivare un plafond di 3,5 milioni di euro da destinare alla definizione in via conciliativa delle controversie con i Soci, secondo specifici criteri di valutazione. L’ipotesi della conciliazione, in linea con le indicazioni ricevute da parte dell’Arbitro per le Controversie Finanziarie, si fonda sulla possibilità di riconoscere in via transattiva al Socio un indennizzo pari al differenziale tra prezzo di acquisto dell’Azione al momento della sottoscrizione e prezzo di presunto realizzo al momento della domanda, al netto dei flussi cedolari e dei dividendi già percepiti dal Socio stesso.

L’accesso alla Procedura è consentito solo ai Soci “consumatori” e sono esclusi i Soci qualificabili come investitori istituzionali e/o professionali, nonché le Società. La Procedura di conciliazione è diretta solo ai Soci che: 1) abbiano presentato reclamo alla Banca entro il 31/12/18 e richiedano un importo di risarcimento non superiore a 5.000,00 Euro; 2) abbiano presentato ricorso all’ACF entro il 31/12/18 e richiedano un importo di risarcimento non superiore a 50.000,00 Euro. Sono esclusi i Soci il cui ricorso all’ACF sia stato respinto o risulti estinto; 3) abbiano in corso un procedimento giudiziario e richiedano un importo di risarcimento non superiore a 50.000,00 Euro.

Saranno esaminate tutte le domande che perverranno entro e non oltre il 31 luglio 2019.

La Procedura di conciliazione (dalla domanda di adesione, fino alla eventuale transazione), si svolgerà secondo le modalità ed il regolamento che sarà pubblicato sia sul sito della banca che delle Associazioni dei consumatori firmatarie del protocollo. Si concluderà entro e non oltre il 31 dicembre 2019, data massima entro la quale si dovrà provvedere al rimborso degli indennizzi accettati dagli azionisti.

Il Comitato per la tutela degli azionisti ha sottoscritto la procedura di conciliazione con le sue Associazioni componenti: Adiconsum, Adusbef, Assoconsum, Codacons, Confconsumatori, Lega Consumatori Bari, Unione Nazionale Consumatori. L’adesione alla Procedura di conciliazione è disponibile anche per altre associazioni che vogliano aderire e sottoscrivere il protocollo.

Per info e contatti:

3317626869  confconsumatoripuglia@yahoo.it;

Scarica il regolamento di Conciliazione

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Cartello abusivo nei finanziamenti per la vendita delle auto: i consumatori possono chiedere il risarcimento del danno grazie all'Antitrust

LA SANZIONE DELL’ANTITRUST - Con Provvedimento del 9.1.2019, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha sanzionato le principali case automobilistiche e le loro finanziarie (c.d. captive banks) per aver posto in essere – per il periodo compreso tra il 2003 e il 2017 – un “cartello” segreto, finalizzato a restringere il gioco della concorrenza all’interno del mercato interno.I soggetti coinvolti sono: a) sia le società automobilistiche BMW AG, Daimler AG, FCA Italy S.p.A.(Fiat), Ford Motor Company, General Motors Company, Renault, Toyota Motor Corporation, Volkswagen AGb) sia le società finanziarie ad esse collegate, che erogavano i prestiti in favore degli acquirenti delle autoBanca PSA Italia S.p.A., Banque PSA Finance S.A., Santander Consumer Bank S.p.A., BMW Bank GmbH, Mercedes Benz Financial Services Italia S.p.A., FCA Bank S.p.A.,CA Consumer Finance S.A., FCE Bank Plc., General Motor Financial Italia S.p.A., RCI Banque S.A., Toyota Financial Services Plc., Volkswagen Bank GmbHIn sostanza, l’Antitrust ha accertato che le società finanziarie (c.d. captive banks) dei principali gruppi industriali automobilistici attivi in Italia, per un lungo periodo e attraverso un intenso scambio di informazioni in merito ai tassi, costi e prezzi applicati, hanno realizzato un’intesa restrittiva della concorrenza.

GLI EFFETTI DEL CARTELLO SUI CONSUMATORI - Secondo il Presidente di Confconsumatori Puglia, avv. Antonio Pinto: “La condotta illegittima posta in essere dalle imprese coinvolte ha leso, gravemente, sia il corretto funzionamento del mercato, sia il diritto del consumatore finale ad effettuare una scelta contrattuale libera e consapevole, in un regime di libera concorrenza”.È infatti evidente che il cartello, così come accertato dall’Antitrust, disincentiva ogni diversa politica commerciale e si traduce, comunque, in un’applicazione di prezzi naturalmente più elevati di quelli che sarebbero stati  praticati in assenza dell’intesa illecita. Tutto a svantaggio del consumatore finale che, così, si ritrova a dover pagare costi e oneri finanziari di gran lunga superiori a quelli che sarebbero stati praticati in un regime di effettiva concorrenza.

COME AGIRE PER RICHIEDERE IL RISARCIMENTO DEL DANNO  -“In ipotesi di cartello accertato dall’Antitrust”precisano gli Avvocati di Confconsumatori Antonio Amendola e Rossana Lopedote “la nuova normativa introdotta con il decreto legislativo n. 3 del 2017 garantisce una maggiore tutela per le vittime degli illeciti anticoncorrenziali. Viene riconosciuto, a ciascun soggetto leso, il diritto di agire, anche in via collettiva ovvero attraverso la class action, per ottenere il risarcimento di tutti i danni subiti. In base alla Legge e all’orientamento dominante della Giurisprudenza, il provvedimento sanzionatorio adottato dall’Antitrust, non solo accerta la condotta anticoncorrenziale contestata, ma inverte l’onere della  prova a favore del consumatore, consentendo di presumere l’esistenza del danno cagionato dal cartello ”.Pertanto, chiunque abbia acquistato un autoveicolo nuovo e/o usato, mediante un finanziamento stipulato con una delle finanziarie sanzionate (vedi elenco completo sopra indicato), nel periodo compreso tra l’anno 2003 e il 2017, può richiedere il risarcimento del danno subito, che secondo l’art.1 del D.Lgs. 3/2017 è pari al sovrapprezzo sugli oneri e costi finanziari versati da ciascuno a causa del cartello, oltre agli interessi su tale somma.

A tutela dei consumatori coinvolti, la Confconsumatori propone di partecipare ad un’azione collettiva unica nei confronti delle società automobilistiche e delle finanziarie collegate sanzionate dall’AGCM, al fine di richiedere l’integrale risarcimento del danno subito.

Per info e contatti scrivere a confconsumatoripuglia@yahoo.it; o telefonare al 3317626869.

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Intervista di Repubblica Economia al presidente di Confconsumatori Puglia avv. Antonio Pinto: per Banca Popolare di Bari i consulenti della Procura penale hanno concluso il loro lavoro. 70.000 azionisti attendono l'esito

Nuovo aggiornamento sul caso della Banca Popolare di Bari: dopo la mancata trasformazione della banca in Spa, si teme un nuovo aumento di capitale. Antonio Pinto, Presidente di Confconsumatori, intervistato su Repubblica Economia dell'8.1.2019.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Per leggere l'articolo, cliccare sul seguente link https://www.facebook.com/Confconsumatori/photos/a.594604330558672/2301190106566744/?type=3&theater

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COME ACCEDERE AL FONDO DI INDENNIZZO DEI RISPARMIATORI, PER AZIONI E OBBLIGAZIONI SUBORDINATE DI BANCHE IN LIQUIDAZIONE COATTA AMMINISTRATIVA

di avv. Antonio Pinto

Nella legge 30 dicembre 2018, n. 145, è stato istituito un Fondo Indennizzo Risparmiatori (FIR) gestito dal Ministero per l’Economia, con una dotazione iniziale di 525 milioni di euro per ciascuno degli anni 2019, 2020 e 2021. Il FIR eroga indennizzi a favore dei risparmiatori che hanno subito un pregiudizio ingiusto da parte di banche e loro controllate, poste in liquidazione coatta amministrativa, in ragione delle violazioni massive degli obblighi di informazione, diligenza, correttezza, buona fede oggettiva e trasparenza, ai sensi del Testo Unico in materia di Intermediazione Finanziaria.

Hanno accesso alle prestazioni del FIR i risparmiatori, persone fisiche, imprenditori individuali, anche agricoli, le associazioni, nonché le microimprese (quelle che occupano meno di dieci persone e realizzano un fatturato annuo o un totale di bilancio annuo non superiori a 2 milioni di euro), in possesso delle azioni e delle obbligazioni subordinate delle banche alla data del provvedimento di messa in liquidazione, ovvero i loro successori e aventi causa, ossia anche a chi abbi ereditato, ricevuto o comprato in seguito tali titoli.

 La misura dell'indennizzo per gli azionisti è commisurata al 30 per cento del costo di acquisto, entro il limite massimo complessivo di 100.000 euro per ciascun risparmiatore. La misura dell'indennizzo per gli obbligazionisti subordinati è invece commisurata al 95 per cento del costo di acquisto, entro il limite massimo complessivo di 100.000 euro per ciascun risparmiatore. L'indennizzo è corrisposto al netto di eventuali rimborsi ricevuti a titolo di transazione con le banche, nonché di ogni altra forma di ristoro, rimborso o risarcimento, nonché – per le obbligazioni subordinate - del differenziale cedole percepite rispetto a titoli di Stato di durata equivalente.

Le banche interessate sono: Veneto Banca, Popolare di Vicenza, (loro controllate ossia Banca Apulia e Banca Nuova) Banca Etruria, Banca Marche, Carichieti, Cariferrara, Bcc Crediveneto e Bcc Padovana.

Con un Decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, da adottare entro il 30 gennaio prossimo, saranno definite le modalità di presentazione della domanda di indennizzo, ed il relativo procedimento amministrativo. In particolare sarà istituita una commissione tecnica per l'esame e l'ammissione delle domande all'indennizzo del FIR, composta da nove membri. La domanda di indennizzo, corredata di idonea documentazione attestante i requisiti richiesti (risparmiatore non qualificato, acquisto dei titoli, pregiudizio ingiusto da parte delle banche in l.c.a., ecc.) dovrà esser inviata al Ministero dell'Economia e delle Finanze (anche a mezzo PEC), entro il termine di 180 giorni dalla pubblicazione del citato decreto. I risparmiatori che documentano, nella domanda di indennizzo, un valore dell'indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) inferiore a 35.000 euro nell'anno 2018, saranno soddisfatti con priorità cronologica.

Per chi si associa a Confconsumatori nel 2019, l’Associazione fornirà assistenza gratuita per l’intero procedimento.

Per info e contatti: confconsumatoripuglia@yahoo.it; - cell: 3511336973

 

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18/12/18 Comunicato del Comitato per la tutela degli azionisti della Banca Popolare di Bari

18/12/18 Comunicato del Comitato per la tutela degli azionisti della Banca Popolare di Bari. 
La Consob ha sanzionato nuovamente la Banca Popolare di Bari con Delibera n.20722, pubblicata oggi 18.12.2018, per le seguenti motivazioni: “Ritenute conclusivamente accertate, sulla base delle risultanze istruttorie, le sopra indicate violazioni, per avere la Banca omesso di comunicare al pubblico le informazioni su eventi e circostanze rilevanti, con specifico riferimento: a) alla determinazione del prezzo delle azioni BPB sulla base delle situazioni contabili al 31 dicembre 2013, 31 dicembre 2014 e 31 dicembre 2015, approvato nelle sedute del C.d.A. del 9 aprile 2014, 25 febbraio 2015 e 7 aprile 2016; b) alla determinazione del prezzo delle azioni BPB, nell'ambito delle operazioni di aumento di capitale poste in essere nel 2014 (seduta del C.d.A. del 6 novembre 2014) e nel 2015 (seduta del C.d.A. del 25 febbraio 2015).”
In sintesi la Consob rileva come – nel corso degli ultimi due aumenti di capitale eseguiti dalla BPB - siano state omesse ai risparmiatori acquirenti, informazioni fondamentali inerenti il prezzo delle azioni vendute.
Per tali ragioni la banca è stata sanzionata anche con una multa per un importo complessivo di euro 170.000,00. Ovviamente per gli azionisti non è tanto rilevante la sanzione pecuniaria comminata, quanto soprattutto l’accertamento svolto da Consob sulle condotte della banca in occasione degli ultimi due aumenti di capitale. Infatti, tale nuovo accertamento della Consob è un’autorevole rafforzamento delle ragioni giuridiche degli azionisti che contestano alla banca di aver venduto loro le azioni, violando la normativa imposta dal Testo Unico della Finanza.

Il Comitato ha altresì appreso dalla stampa che la banca ha deciso di cooptare nel consiglio di amministrazione, il dr. Vincenzo De Bustis, quale consigliere delegato, di nominare altresì il prof. Giulio Sapelli Vicepresidente esecutivo, nonché il dr. Gregorio Monachino quale nuovo Direttore generale.
Il Comitato ricorda alla banca che gli azionisti e gli obbligazionisti non sono minimamente appassionati o interessati al risiko delle poltrone all’interno della governance dell’ente, ma sono interessati esclusivamente: a) alla definizione di un qualche progetto che sia capace di garantire dividendi e liquidità al valore dell’azione; b) al rispetto da parte della banca delle decisioni di condanna in favore degli azionisti, come qualsiasi altra banca - in bonis ed istituzionalmente seria - fa in Italia; c) alla valorizzazione degli asset della banca, che sono sostanzialmente di proprietà degli azionisti e degli obbligazionisti creditori, e quindi alla loro non dismissione o cessione, sotto qualsiasi forma giuridica, salvo che il valore congruo derivato non sia destinato totalmente a vantaggio dei soci; d) a un metodo di confronto e di trasparenza sulle decisioni inerenti il futuro della banca che impattano sulla situazione degli azionisti e degli obbligazionisti (trasformazione in S.p.A. e percorso collegato, rafforzamento patrimoniale, definizione di uno strumento finanziario innovativo capace di ridare smalto al titolo oggi detenuto dagli azionisti, cessione di asset sotto qualunque forma giuridica ed altro ancora). 
Il Comitato fin da oggi dichiara formalmente che, laddove dovessero eventualmente esser calati dall’alto piani e progetti che vadano ad imitare percorsi che abbiamo già visto altrove, qui in Puglia (a differenza di altre zone di Italia), la banca troverà le associazioni dei consumatori tutte unite nell’usare sia la loro rappresentatività sul territorio e fra i soci, e sia la loro competenza tecnica, per opporsi a tali eventuali e non auspicate progettualità, con tutti gli strumenti che il diritto e la partecipazione democratica consentiranno.

info e contatti: email: confconsumatoripuglia@yahoo.it
tel: 3511336973

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