«Ho avuto un problema con il mio conto online ma la Banca non mi risponde. Mi sono rivolto a un’associazione di consumatori che mi ha proposto di scrivere all’Arbitro Bancario. Di cosa si tratta?»
L’Arbitro Bancario e Finanziario (ABF), istituito nel 2009 dalla Banca d’Italia, è un sistema stragiudiziale di risoluzione delle controversie di tipo decisorio: la soluzione della lite avviene attraverso la pronuncia di un organo terzo che esamina il caso alla luce dei documenti presentati dalle parti e delibera sulla base delle domande formulate dal cliente. L’Abf interviene quando si verifica un contrasto tra cliente e Intermediario riguardo la prestazione di operazioni e servizi bancari e finanziari: il conto corrente, le condizioni applicate, i depositi bancari e buoni postali fruttiferi; mutui e altri finanziamenti, il credito ai consumatori, l’usura, le carte, gli assegni e le banche dati.
Se il contrasto riguarda, invece, gli investimenti il cliente si può rivolgersi alla Camera di Conciliazione e arbitrato presso la Consob o all’Ombudsman-Giurì bancario, operante presso il Conciliatore bancario finanziario.
Quando posso scrivere all’ABF?- Il ricorso all’ABF può essere presentato in caso di controversia in materia di operazioni e servizi bancari e finanziari, nonchè di servizi di pagamento, solo dopo aver inoltrato un reclamo scritto all’intermediario, il quale è tenuto a rispondere entro 30 giorni. In mancanza di risposta, o se quest’ultima non soddisfa il cliente, è possibile rivolgersi all’ABF. L’Arbitro può decidere sulle controversie a condizione che l’importo richiesto dal ricorrente non sia superiore a 100.000,00 euro. Non possono essere contestati comportamenti o operazioni anteriori al 1° gennaio 2009.
Come funziona l’ABF? – La procedura prende avvio con la presentazione del ricorso mediante la compilazione di un modulo (disponibile sul sito dell’ABFhttps://www.arbitrobancariofinanziario.it/) nel quale il cliente espone i termini della questione insorta e la propria richiesta, allegando eventuali documenti necessari alla decisione. Il cliente può ricorrere all’ABF senza l’assistenza di un legale e con costi di accesso contenuti (20,00 euro per le spese della procedura che saranno rimborsate dall’intermediario qualora la decisione dell’ABF sia favorevole al cliente. Il termine per la definizione dei ricorsi è fissato in complessivi 105 giorni.
E se la decisione dell’ABF non mi soddisfa? - Le pronunce dell’ABF non sono sentenze: non vincolano giuridicamente nè il cliente nè l’intermediario ma, nel caso in cui l’intermediario si rifiuti di dare esecuzione a quanto stabilito dal Collegio, è prevista la pubblicazione della notizia del suo inadempimento sul sito internet dell’ABF. Le decisioni dell’Abf vengono nella quasi totalità dei casi (97%) rispettate dagli intermediari.
I DATI 2014[1] – Nel 2014 sono stati presentati all’ABF 11.237 ricorsi (circa 900 al mese) di cui il 90% presentati da consumatori. Dei ricorsi presentati, mediamente un terzo è stato respinto, perché infondato o inadeguato; un altro terzo è cessato perché le parti nel frattempo hanno trovato un accordo e un terzo (33%) è stato accolto totalmente o parzialmente. Di questi ultimi ricorsi accolti, ovvero delle controversie giunte a decisione, ben il 67% ha avuto esito favorevole al consumatore.
In base ai dati, insomma, quando il reclamo alla Banca non è sufficiente,conviene rivolgersi all’ABF, magari tramite un’associazione di consumatori (per ridurre il rischio di inadeguatezza della domanda): la controparte sarà portata a trovare un accordo o, in alternativa, subirà la decisione dell’Arbitro, spesso favorevole al consumatore.
fonte:aics.it
Un creditore del Condominio, per recuperare il proprio credito nei confronti del Condominio, si era attivato procedendo all’interpello dell’Amministratore del condominio per ottenere i nominativi dei condomini morosi al fine di procedere alla loro preventiva escussione.
L’amministratore ometteva di effettuare i relativi adempimenti, non fornendo al creditore i nominativi dei condomini morosi.
Il Giudice di pace di Genova, con la recente sentenza n. 1917 del 2015 del 15 giugno 2015, ha condannato l’amministratore personalmente a risarcire il terzo creditore per l’importo del credito azionato nei confronti del Condominio, in quanto ha ritenuto l’Amministratore non diligente, avendo violato le regole della buona fede e correttezza, essendo inadempiente all’obbligazione nei confronti del creditore che può conseguire il dovuto solo a fronte di una diligente attività dell’Amministratore.
Nel caso di specie, era accaduto che l’Amministratore non solo non aveva indicato il nominativo dei condomini morosi al creditore ma aveva altresì disatteso l’ordine del giudice di esibire la documentazione relativa al conto corrente condominiale ed i registri contabili al fine di dimostrare la sua diligente attività di ripartizione e di richiesta della somma ai condomini.
Pertanto, il Giudice ha condannato l’Amministratore al pagamento di quanto dovuto al creditore, oltre a condannarlo alle spese del giudizio.
fonte: AndriaLive.it
rindisi, 27 giugno 2015 – Il coordinamento istituito tra la Confconsumatori Brindisi e l’Associazione Nazionale “Dalla parte del Consumatore” sferra un nuovo attacco in materia di anatocismo nei conti correnti bancari e punta il dito sugli Istituti che hanno continuato ad applicare interessi passivi anatocistici vietati dall’1 gennaio 2014.
Per anatocismo si intende il calcolo degli interessi su interessi. Più in particolare, con riferimento al conto corrente bancario, il meccanismo dell’anatocismo comporta la conversione degli interessi passivi in debito capitale, la quale provoca, a sua volta, il calcolo di nuovi interessi, con una moltiplicazione via via esponenziale degli stessi. L’articolo 120 del Testo Unico Bancario, così come modificato dalla legge di stabilità 2014, stabilisce, con decorrenza dall’1 gennaio 2014, che, nelle operazioni di conto corrente bancario, gli interessi periodicamente capitalizzati non possano produrre interessi ulteriori che, nelle successive operazioni di capitalizzazione, sono calcolati esclusivamente sulla sorte capitale. In buona sostanza è vietata qualsiasi forma di interessi sugli interessi.
È emerso, però, di recente in sede giudiziale, che alcuni Istituti di credito hanno continuato ad applicare, anche dopo l’1 gennaio 2014, interessi passivi anatocistici non più consentiti, non curanti del disposto dell’art. 120 del Testo Unico Bancario e sulla base del presupposto che il Comitato interministeriale per il credito e il risparmio non ha ancora adottato la delibera richiesta dalla legge.
I correntisti ai quali sono stati illegittimamente applicati interessi anatocistici dall’1 gennaio 2014,possono, quindi, chiederne la restituzione ai propri Istituti di credito. «Ci troviamo di fronte ad una nuova fase del contenzioso tra consumatori e banche in materia di anatocismo nei conti correnti bancari – afferma l’avvocato Emilio Graziuso, componente del direttivo nazionale di Confconsumatori e responsabile del coordinamento con l’associazione Dalla Parte del Consumatore– Da sempre siamo al fianco dei consumatori contro il meccanismo perverso dell’anatocismo che ha fatto, nel corso degli anni, ed in particolare dal 1952 al 2000, lievitare illegittimamente l’esposizione debitoria di centinaia di correntisti, come hanno dimostrato le sentenze in materia anche della Corte di Cassazione. Oggi, quando ormai le criticità tra banche e clienti in materia di anatocismo bancario sembravano sopite, ci troviamo nuovamente a dovere fronteggiare una prassi anatocistica contraria al disposto legislativo ed al principio di correttezza nei rapporti contrattuali che pregiudica irrimediabilmente i diritti e gli interessi economici dei consumatori. Le prime pronunzie giurisprudenziali registratesi riguardo alla violazione della nuova versione dell’art. 120 del Testo Unico Bancario, fanno ben sperare che, ove ne ricorrano i presupposti, i consumatori riescano ad ottenere la restituzione delle somme illegittimamente addebitate dalle banche».
fonte:confconsumatori.it

All’esito di una rigorosa ispezione della Banca d’Italia, conclusasi pochi mesi fa sarebbero emerse una serie di criticità nella situazione patrimoniale della Banca di credito cooperativo di Canosa e Loconia, capace di incidere negativamente sul valore delle azioni detenute da circa 2.200 soci.
La Banca d’Italia ha contestato ai precedenti vertici della Banca alcune condotte, a suo dire, in violazione degli obblighi previsti dal Testo Unico Bancario.
Sulla scorta di tale autorevole valutazione eseguita dall’Organo ispettivo, Confconsumatori annuncia una serie di azioni a tutela degli azionisti che rischiano di veder depauperato il valore delle azioni detenute.
«L’impegno della nostra associazione – spiega l’avv. Antonio Pinto, Presidente di Confconsumatori Puglia – è quello di aiutare i piccoli risparmiatori ad analizzare la propria posizione specifica e a valutare, con i nostri esperti, le possibilità di risarcimento. L’obiettivo è di tentare di recuperare almeno parte del risparmio investito nella banca Per arrivare al risarcimento del danno che si misura con la perdita di valore del titolo, dall’epoca dell’acquisto, sino ad oggi.”
Secondo i Prof.ri Daniela Caterino e Eustachio Cardinale (esperti di prodotti finanziari che collaborano in questa vicenda con Confconsumatori), per gli azionisti della Banca, al fine di ottenere il rimborso e/o il risarcimento dei danni ci sono tre strade percorribili, rivolgendosi al Giudice: 1) In primo luogo, occorre cercare di provare che la perdita del valore delle azioni, dal momento dell’acquisto sino ad oggi, è dovuta alle condotte illegittime ed alle negligenze di una serie di soggetti che hanno commesso i fatti o che non hanno impedito che questi accadessero, omettendo i controlli previsti dalla legge. In questo modo sarà possibile chiedere il risarcimento del danno subito (ossia la perdita del valore delle azioni). 2) in via alternativa, bisognerà provare che i titoli azionari sono stati acquistati sulla base di informazioni errate date al mercato dei piccoli risparmiatori (ad es. sarà necessario cercare di provare la eventuale sussistenza di bilanci non veritieri e/o false comunicazioni sociali); in tal caso sarà possibile chiedere l’invalidità dei contratti di acquisto e la Banca sarà obbligata così a restituire il valore pari alla sorte capitale investita. 3) In ogni caso, poi, se la Banca non ha fatto firmare il contratto quadro o ci sono altri vizi formali nell’acquisto dei titoli, in violazione degli obblighi informativi previsti e sanzionati dal T.U.F., l’azionista potrà richiedere la nullità del contratto di acquisto delle azioni e la restituzione delle somme investite.
Non solo Veneto Banca. In materia di svalutazioni “selvagge” scoppia un altro caso: le azioni di Banca Popolare di Vicenza sono precipitate, perdendo oltre il 20% del loro valore. A denunciarlo è Confconsumatori che sta già assistendo alcuni azionisti, forte della sua esperienza in “risparmio tradito”. Le due banche popolari che da anni parlano di fusione, condividono già il malcontento degli azionisti e il terremoto interno, conseguente al decreto Renzi che impone la trasformazione in S.p.A. Nel mirino delle azioni che intende intraprendere Confconsumatori c’è anche il Regolamento di Bankitalia pubblicato l’11 giugno scorso, che prevede: “La facoltà di limitare o rinviare, in tutto o in parte e senza limiti di tempo, il rimborso delle azioni del socio uscente per recesso”. Rispetto a questa “grave limitazione dei propri diritti”, Confconsumatori invita tutti i piccoli azionisti a partecipare all’Assemblea dei soci e a votare contro l’introduzione di tale divieto di recesso, che congelerebbe per lungo tempo i risparmi degli azionisti.
Ma c’è di più: l’Associazione sta ricevendo diverse segnalazioni di risparmiatori che hanno ricevuto presso le Filiali pressioni per acquistare azioni unitamente alle domande di fido o di mutui. Si ricorda che questo tipo di condotte è sanzionabile in via civilistica con l’invalidità.
Anche l’Ufficio Ispezioni della Consob, peraltro, sta indagando sulle modalità di vendita delle azioni di Veneto Banca, al fine di chiarire se sono state rispettate le regole di collocamento Mifid, a tutela dei risparmiatori. “È altresì importante – ricorda l’avvocato Antonio Pinto, componente del direttivo nazionale di Confconsumatori – la corretta azione di molti sindacati bancari che, con loro volantini e circolari hanno denunciato la prassi, secondo cui i dipendenti venivano spinti a proporre l’acquisto di azioni della Banca, contestualmente al rilascio di concessioni di credito. Pertanto invitiamo i risparmiatori a segnalarci casi analoghi per comunicarli alla Consob”.
Confconsumatori sta valutando le opportune azioni da intraprendere, anche in base all’esito delle indagini in corso. Nel frattempo gli azionisti possono richiedere informazioni e assistenza compilando il modulo online a questo link e rivolgendosi alle sedi territoriali di Confconsumatori.
Le multe degli autovelox che non vengono controllati periodicamente - cioè quelli mobili, accompagnati da una pattuglia - sono illegittime. Lo dice la Corte costituzionale nella sentenza 113/2015 depositata ieri 18 giugno 2015. Buona notizia per centinaia di migliaia di verbali non ancora pagati (per quelli già pagati, purtroppo non è possibile chiedere la restituzione) e rischio per una voce di entrata che frutta ai Comuni circa ben 1,2 miliardi all’anno.
Occorre quindi accertare se l'apparecchio utilizzato è stato sottoposto a verifica. A volte ciò è riportato nel verbale che contiene la multa. Altre volte occorre chiedere al corpo di polizia l'esibizione del documento. Alcuni richiedono di esibirlo direttamente al giudice di pace, perché presentano subito ricorso e spesso questa strategia premia perché le amministrazioni non sono in grado di portare il certificato in udienza
Un grosso pasticcio. Anzi, due. Le ultime elezioni regionali possono passare come le più errate della storia della Regione Puglia. Talmente tanto sbagliate che, a oggi, la prefettura non può proclamare gli eletti. Due i problemi: la legge elettorale con cui 2 milioni di elettori sono andati a votare domenica 31 maggio sarebbe - a detta dei firmatari - piena di “errori materiali”: se fossero confermati, farebbero saltare in aria tutti i giochi di distribuzione delle poltrone in consiglio regionale in atto dal 31 maggio scorso.
Il primo caso è stato sollevato da prefettura di Bari, Regione Puglia e Innovapuglia (la società partecipata che si è occupata di gestire il conteggio dei voti alla chiusura delle urne) inviata ai presidenti del consiglio e della giunta regionale, oltre che all’ufficio centrale della Corte d’appello. Il secondo caso è stato sollevato dal consigliere regionale uscente Davide Bellomo. Entrambe le segnalazioni hanno spinto il presidente del consiglio, Onofrio Introna, a convocare con urgenza per lunedì mattina l’ufficio di presidenza. In molti si chiedevano perchè non fossero stati ancora proclamati gli eletti. La risposta l’ha data la lettera firmata dal viceprefetto, dalla direttrice d’area Domenica Gattulli e da vari funzionari. Lettera con la quale si fa notare che il testo della legge sul Bollettino ufficiale non corrisponde a quanto riportato nel resoconto stenografico.
«In particolare – è scritto nella nota della prefettura – dalla lettura del resoconto stenografico della seduta “numero 123 del 26 febbraio 2015 a pagina 23 si è rilevato che l’assemblea ha approvato l’emendamento numero 31” e segue lunga trafila di articoli e commi sostitutivi di altre norme precedenti. Quell’emendamento sostituisce le parole “delle cifre elettorali di lista espresse in percentuale del relativo quoziente circoscrizionale. A tale scopo moltiplica per cento la cifra elettorale di ciascuna lista e divide il prodotto per il quoziente circoscrizionale di cui al precedente comma 5, lettera a), n.1)” con le parole “dei voti residuati espressi in percentuale del relativo quoziente elettorale circoscrizionale di cui al comma 6, iniziando dalla prima circoscrizione alla quale non è stato ancora attribuito il seggio”. Succede però che nella stesura della legge del 13 marzo scorso «il disposto del menzionato comma 6 corrisponde a quello di cui al comma 5, lettera e) e non a quello di cui al 5 comma, lettera a), numero 1, come erroneamente dichiarato nel comma 6, lettera a), numero 5) del testo normativo pubblicato».
Tradotto, un grande pasticcio che fa saltare i giochi per l’assegnazione delle poltrone. Per questo i tecnici hanno chiesto al presidente uscente Introna di sanare l’errore in maniera “tempestiva, per non pregiudicare i lavori che si accinge a compiere l’Ufficio centrale regionale”. L’altra segnalazione che può far saltare i giochi già fatti dell’assegnazione dei seggi nel nuovo consiglio è stata presentata alla presidenza del consiglio dal consigliere uscente Davide Bellomo e fa riferimento alla pagina 34 della maledetta legge elettorale e riguarda un emendamento dell’articolo 8, noto come “riallinea-seggi”.
In quell’emendamento era previsto che, qualora dalle elezioni fossero emerse disparità nell’assegnazione dei seggi tra le varie circoscrizioni, sarebbe intervenuta la legge “riallineando la distribuzione dei seggi” attraverso la divisione per 50 del numero degli abitanti pugliesi per assegnarli in proporzione alla popolazione di ciascuna delle sei circoscrizioni. In pratica togliendoli a chi ne aveva avuti di più e cedendoli a chi si fosse trovato penalizzato dalle elezioni. Secondo lo schema della divisione per 50 alla circoscrizione di Bari spettavano 15 seggi, a Lecce ne spettavano dieci, a Foggia otto, a Taranto sette e nella Bat e a Brindisi cinque. In realtà, le elezioni hanno assegnato 12 seggi a Bari, dieci a Lecce, nove a Taranto, sette a Foggia e alla Bat e quattro a Brindisi. Si deduce quindi che Bari, Foggia e Brindisi siano deficitarie (Bari avrebbe perso 3 seggi e Brindisi e Foggia uno a testa), mentre Taranto e la Bat risultano avvantaggiate con due seggi in più a testa.
L’emendamento è stato approvato con il voto favorevole della maggioranza e in un momento successivo della discussione, a fronte di una “atipica ed inconsueta” presentazione di subemendamento soppressivo, l’aula si è opposta in senso sfavorevole al subemendamento, confermando così di approvare l’emendamento “riallinea-seggi”. Peccato che “tale disposizione risulta ingiustificatamente omessa nel testo della legge regionale pubblicato sul Bollettino Ufficiale”. Una anomalia procedurale che ha condizionato l’esito della consultazione elettorale al momento dell’assegnazione dei seggi. Gli stravolgimenti politici che potrebbero emergere dalla riunione dell’ufficio di presidenza di lunedì mattina potrebbero essere importanti. Salterebbero eletti nelle circoscrizioni della Bat e di Taranto a favore brindisini e foggiani. Ma è possibile anche una ridistribuzione dei seggi all’interno del Pd.
Un incontro immediato al neo eletto Presidente della Regione Puglia, sul problema della Xylella, utile a definire un percorso di soluzione per una vicenda delicata sul fronte produttivo, economico e paesaggistico, ma soprattutto sociale. E’ quanto sollecita la coazione #pattoperilterritorio, a cui partecipa Confconsumatori e che riunisce Coldiretti Puglia, Associazione Frantoiani di Puglia, organizzazioni di produttori aderenti ad UNAPROL PugliaOlive, CoopOlio Salento, Olivicoltori di Puglia, Ajprol Taranto, il Consorzio vivaisti viticoli pugliesi, Legambiente Puglia e Terranostra, CIBI Consorzio Italiano per il Biologico, AproBio Puglia e Consorzio Puglia Natura, Codacons, Adoc Puglia e Confconsumatori.
“Va recuperato il tempo perduto – continua la coalizione nella lettera – a partire dall’immediato inserimento nel comitato scientifico per la lotta alla Xylella di specifiche competenze trasversali di carattere agronomico, economico e ecologico e cercando per quanto nelle sue possibilità di ‘riabilitare’ la ricerca pugliese che sinora ha svolto un lavoro egregio, avendo a disposizione risorse esigue e un clima tutt’altro che favorevole”.
“Ribadiamo la necessità di non gettare la spugna – conclude la coalizione – e di continuare a credere nella possibilità che gli alberi sul territorio salentino possano essere salvati, puntando al contempo sulla ricerca che possa dare vita a quel ‘laboratorio a cielo aperto’ auspicato e richiesto da oltre un anno”.
Parte dal 15 giugno 2015 il bando Programmi Integrati di Agevolazione - Pia Turismo- rivolto ad imprese di grande, media e piccola dimensione e a piccole e/o medie imprese in adesione alla grande o alla media impresa proponente che intendano realizzare un investimento di tipo integrato nel territorio della Regione Puglia.
In particolare, possono richiedere l'agevolazione:
-Imprese di piccole dimensioni in regime di contabilità ordinaria, che alla data di invio dell'istanza di accesso abbiano approvato almeno tre bilanci di esercizio, dai quali emerga un fatturato medio non inferiore a 1 milione di euro.
-Imprese di grandi dimensioni, in regime di contabilità ordinaria, che alla data di presentazione della domanda abbia approvato almeno due bilanci.
-Imprese di medie dimensioni, in regime di contabilità ordinaria, che alla data di presentazione della domanda abbia approvato almeno due bilanci. Nel caso in cui l’istanza di accesso sia presentata da un’impresa di media dimensione non attiva, l’impresa di media dimensione controllante deve aver approvato almeno due bilanci alla data di presentazione dell’istanza di accesso. ·
Si possono realizzare investimenti nel territorio della regione Puglia che riguardano progetti integrati di importo complessivo compresi circa tra 1 milione di euro e 20 milioni di euro in unità locali ubicate/da ubicare nel territorio della Regione Puglia e riguardanti:
- nuove attività turistico-alberghiere, attraverso il recupero fisico e/o funzionale di strutture non ultimate, legittimamente iniziate, destinate ad attività turistico - alberghiere;
- ampliamento, ammodernamento e ristrutturazione di strutture turistico - alberghiere esistenti;
- realizzazione di strutture turistico–alberghiere (compresi servizi annessi) aventi capacita ricettiva non inferiore a n. 7 camere, attraverso il consolidamento ed il restauro e risanamento conservativo di immobili che presentano interesse artistico e storico;
- consolidamento, restauro e risanamento conservativo di edifici rurali, masserie, trulli, torri, fortificazioni al fine della trasformazione dell’immobile in strutture alberghiere aventi capacita ricettiva non inferiore a n. 7 camere.
- strutture, impianti o interventi attraverso i quali viene migliorata l’offerta turistica territoriale con l’obiettivo di favorire la destagionalizzazione dei flussi turistici e recupero di aree urbane degradate o inquinate da destinare alla realizzazione di strutture ricettive, congressuali, sportive, culturali e ricreative.
Sono ammissibili le spese per l’acquisto del suolo aziendale (nel limite del 10% dell’investimento ammissibile), per le opere murarie ed assimilabili, per l’acquisto di macchinari, impianti e attrezzature varie (compresi arredi ed esclusi i beni facilmente deperibili quali biancheria da tavola, biancheria da bagno, biancheria da letto, stoviglie e utensili per cucina), nuovi di fabbrica, per l’acquisto di brevetti, licenze, know – how e conoscenze tecniche non brevettate, nonché per l’ acquisto immobili (nel limite del 25% dell’investimento ammissibile).
Le agevolazioni sono concesse nella forma di contributo a fondo perduto e sono pari sino al 45% della spesa ammissibile.
fonte:ilikepuglia.it
Lo scorso 25 maggio presso la direzione di Via Piccinni della sede della ASL Bari di Altamura è stato firmato un Protocollo d'intesa tra la Confconsumatori di Altamura e la ASL sul Contrasto col Gioco d’Azzardo patologico come prevede la Legge Regionale del 05/12/2013. Dal mese di Aprile si è infatti aperto, nei locali della Confconsumatori di Altamura in Via Giandonato Griffi 14, un centro d’ascolto che prevede, tra le altre cose, anche la lotta al Gioco d’Azzardo Patologico.
Il documento, che è stato firmato per la Confconsumatori dal Presidente Michele Micunco e per la ASL dal Direttore del DDP Sud Barese dott. Donato Chierico, prevede la cessione da parte della Confconsumatori dei locali per lo svolgimento delle attività che sono attualmente seguite dalla dott.ssa Carmela Siani, esperta in patologie da dipendenza che attualmente è in forza presso il SERT di Grumo Appula.
Quello con lo sportello è un primo approccio con chi vuole solo delle informazioni, ma anche per chi richiede un supporto specialistico all’esterno della ASL, in ambiente anonimo, ma che potrà, qualora necessario, essere indirizzato verso le strutture più idonee alla sua patologia. Qui sarà possibile avviare gruppi di auto-muto-aiuto, raccogliere dati, promuovere azioni di sensibilizzazione e diffusione delle problematiche e dei rischi connessi al Gioco d’Azzardo patologico. La ASL, d’altro canto, s’impegna a fornire tutti i supporti specialistici e a garantire l’accoglienza dei pazienti inviati dagli operatori. Il tutto ovviamente, sarà garantito nel massimo rispetto della privacy che da sempre la Confconsumatori, Associazione dei Consumatori riconosciuta dal Ministero dello Sviluppo Economico, garantisce agli utenti.
Lo stesso sportello, che attualmente è aperto per due ore alla settimana, il venerdì dalle 17.00 alle 19.00, con possibilità di ampliare in futuro le fasce orarie, si occuperà anche della violenza intrafamiliare, del bullismo e della mediazione familiare, problematiche di grande attualità legate alla difficoltà di relazionarsi in modo sano con gli altri all’interno ed all’esterno delle mura domestiche.
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Sito Internet: www.confconsumatoripuglia.com
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E-mail com.: bari.confconsumatori@alice.it
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Martedì dalle 16.30 alle 19.30 Mercoledì dalle 17.30 alle 19.30. |



