11/11/2025 Quinto post sull’informazione digitale per i cittadini: La Pubblica Amministrazione digitale in tasca: usare SPID, CIE, PEC e pagoPA senza problemi
Accedere ai servizi pubblici senza fare la fila allo sportello oggi è possibile.
Con pochi strumenti – SPID, CIE, PEC e pagoPA – puoi: farti riconoscere online, scambiare documenti con valore legale, pagare tributi e bollette in modo sicuro e tracciato. Vediamo, in modo pratico, a cosa servono e come usarli bene.
Che cosa sono, in parole semplici
SPID: È la tua “identità digitale”: un nome utente e una password (più un codice sul telefono) che ti permettono di entrare nei siti di: Pubblica Amministrazione (INPS, Agenzia delle Entrate, Regione, Comune, sanità, scuola, ecc.), aziende private che hanno aderito al sistema. In pratica: invece di registrarti ogni volta, usi SPID e accedi subito.
CIE (Carta d’Identità Elettronica): È la normale carta d’identità, ma in formato elettronico.
Oltre a valere come documento di riconoscimento, ti permette di: accedere ai servizi online usando PIN/PUK e l’app CIE sullo smartphone (serve il telefono con NFC, come per i pagamenti contactless). È un’alternativa a SPID: puoi usare l’una o l’altra per entrare nei servizi pubblici online.
PEC (Posta Elettronica Certificata): È una email “rinforzata”, con valore legale: quando invii un messaggio PEC, ricevi una ricevuta di invio, quando arriva al destinatario, ricevi una ricevuta di consegna. Queste ricevute valgono come una raccomandata con ricevuta di ritorno.
Si usa per comunicare con Pubbliche Amministrazioni, imprese, professionisti e – sempre più spesso – anche tra privati.
PagoPA: È il sistema nazionale per pagare alla Pubblica Amministrazione in modo sicuro e tracciabile. Lo trovi: sui siti degli enti (Comune, scuola, ASL, ecc.), sull’app IO, su molti servizi online di banche e altri operatori. Si usa per pagare: bollettini, tasse scolastiche, multe, tributi, rette, ecc. Il vantaggio: la ricevuta pagoPA dimostra chiaramente che hai pagato, cosa, a chi e quando.
Come attivarli e usarli bene
SPID:
- scegli un gestore (identity provider) tra quelli presenti sul sito di AgID;
- fai il riconoscimento (online o di persona, in base al gestore scelto);
- conserva username e password in modo sicuro (meglio un password manager);
- attiva l’app sul telefono per ricevere il codice o la notifica di conferma (OTP/Push).
CIE:
- richiedila al tuo Comune (di solito su appuntamento);
- conserva con cura PIN e PUK (non insieme alla carta);
- scarica l’app CIE sullo smartphone e segui le istruzioni;
- per usarla online serve un telefono con NFC attivato.
PEC:
- attiva una casella PEC presso un gestore accreditato (si paga un canone annuo, spesso contenuto);
- usa la PEC solo quando ti interessa avere prova legale di invio e consegna;
- archivia in modo ordinato le ricevute di invio e di consegna (sono la tua prova).
pagoPA:
- accedi dal sito dell’ente (Comune, scuola, ecc.) o dall’app IO;
- controlla bene i dati del pagamento (ente, importo, causale);
- dopo il pagamento, salva e conserva la ricevuta pagoPA (es. in PDF): potrà servirti per dimostrare di aver pagato.
Sicurezza e privacy: 6 mosse semplici
- Attiva sempre l’autenticazione a due fattori (app SPID, avvisi di accesso con CIE).
- Usa password diverse e robuste per ogni servizio; cambiale periodicamente.
- Accedi solo da siti ufficiali (controlla bene l’indirizzo web, es. dominio .gov.it o dell’ente).
- Non comunicare mai a nessuno OTP, PIN, PUK: nessun operatore serio li chiede.
- Per la PEC, scarica e conserva le ricevute di invio e consegna: sono la prova del tuo diritto.
- Su pagoPA, verifica sempre con attenzione l’ente beneficiario prima di confermare il pagamento.
Errori frequenti da evitare
- Usare SPID o CIE su reti Wi-Fi pubbliche non protette (es. bar, stazioni) senza una VPN.
- Perdere o dimenticare PIN/PUK della CIE e non aggiornare mai l’app.
- Pensare che la PEC sia “una email qualunque” e non salvare le ricevute.
- Pagare con metodi diversi da pagoPA quando l’ente è tenuto a usare pagoPA:
- in questo modo rischi meno tracciabilità, più difficoltà a dimostrare il pagamento e possibili contestazioni.
Due parole sulla normativa (senza tecnicismi)
Per chi vuole anche un aggancio alle regole:
- SPID: È previsto dal DPCM 24 ottobre 2014 ed è gestito da AgID. Serve per accedere ai servizi online di Pubbliche Amministrazioni e soggetti privati che hanno aderito.
- CIE: È il documento elettronico del Ministero dell’Interno e funziona anche come identità digitale per entrare nei servizi online.
- PEC: È disciplinata dal Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD), art. 48, e dal DPR 68/2005 sulle regole tecniche. Le ricevute di invio e consegna fanno fede sul fatto che il messaggio è stato spedito e recapitato.
- pagoPA: È previsto dall’art. 5 del Codice dell’Amministrazione Digitale. L’adesione degli enti pubblici è obbligatoria (art. 2 CAD e art. 15, comma 5-bis, DL 179/2012).
- Domicilio digitale (PEC o altro recapito certificato): È la possibilità (e, per molti soggetti, l’obbligo) di eleggere un indirizzo digitale dove ricevere comunicazioni ufficiali.
È regolato dall’art. 3-bis CAD e comporta un dovere di uso diligente: se non controlli, rischi di “perdere” atti importanti.
In sintesi: SPID, CIE, PEC e pagoPA sono gli strumenti che ti permettono di avere la Pubblica Amministrazione “in tasca”. Usati bene, ti fanno risparmiare tempo, code e – spesso – anche problemi.
Se hai dubbi chiedi supporto agli sportelli Confconsumatori Puglia. Questo articolo, a cura di Confconsumatori Puglia, fa parte di una campagna di informazione realizzata nell’ambito iniziativa Competenze digitali – Regione Puglia – finanziata dal Fondo MIMIT per i consumatori - anno 2024.