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22/04/2021 Intervista all'Avv. Antonio Pinto sulla sentenza ottenuta contro Banca Popolare di Bari

Popolare di Bari: L’Avv. Antonio Pinto, presidente di Confconsumatori Puglia intervistato da Repubblica Economia sulla sentenza del Tribunale di Bari che ha condannato la banca a rimborsare integralmente un’azionista.

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30/03/2021 Vittoria Dentix: risarcimento ed esposto accolto

Grazie a Confconsumatori Nazionale una donna ha ottenuto lo stop ai pagamenti e il rimborso per le cure.
Accolto anche l’esposto all’ Antitrust, per denunciare il comportamento scorretto: l’Autorità ha aperto un procedimento nei confronti di Dentix e delle finanziarie collegate.

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18/03/2021 Campagna "BUONO TRADITO": ancora due vittorie

L’Arbitro Bancario Finanziario ha accolto i ricorsi di due risparmiatori detentori di buoni della serie “P” seguiti da Confconsumatori Nazionale
Continuano gli esiti positivi della campagna di recupero dei risparmi da buoni fruttiferi postali che, subito dopo la loro sottoscrizione, hanno visto (anche dopo il 1986) ridursi i rendimenti.

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L'Avv. Antonio Pinto di Confcosumatori Puglia a Live Vinoway: regole sui debiti bancari

Il presidente di Confconsumatori Puglia, avv. Antonio Pinto,  ospite nella diretta FB organizzata da Vinoway. I temi trattati: quali sono le nuove regole nei rapporti debitòri con le banche in vigore dal primo gennaio. Quali sono le conseguenze pratiche di queste nuove regole. Quali sono le condotte che le aziende devono assumere per prevenire il rischio di sovraindebitamento con le banche. Quali sono gli strumenti giuridici che le aziende hanno a disposizione per cercare di risanare  quando ormai si è comunque creato il sovraindebitamento.


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1/12/2020: L’Avv. Dario Barnaba di Confconsumatori ottiene condanna della banca per usura in sede civile, con trasmissione del fascicolo alla procura

Con Sentenza n. 851 del 3 novembre 2020 il Tribunale Civile di Cassino, Giudice Dr. Federico Eramo, ha riconosciuto l’usurarietà di un mutuo proposto da BNL s.p.a. ad un cliente, difeso dall’Avv. Dario Barnaba, annullando il contratto medesimo e condannando l’istituto di credito alla restituzione degli interessi indebitamente richiesti, al pagamento di tutte le spese processuali, alla cancellazione di ogni iscrizione e trascrizione pregiudizievole (ipoteca) anche su tutte le banche dati comprese CR e CRIF e ordinando infine alla cancelleria di trasmettere gli atti alla Procura della Repubblica, ravvisandosi ipotesi di reato, con riferimento all’art. 644 c.p., per il reato di usura.
Più in particolare il Giudice di Cassino, condividendo in toto le argomentazioni riportate nel ricorso introduttivo dall’Avv. Dario Barnaba, legale della Confconsumatori, ha ritenuto l’illecito civile contestato (usura), anche un reato penalmente rilevante, rigettando pertanto l’eccezione di prescrizione sollevata dall’istituto di credito. Per quanto concerne il pagamento degli interessi ultralegali, addebitati dall’Istituto di Credito nei confronti del consumatore, il Tribunale ha stabilito che il detto addebito non può considerarsi adempimento di una obbligazione naturale, ai sensi dell’art. 2034 c.c., avendo la banca proceduto al prelievo degli interessi ultralegali direttamente sul conto corrente del cliente, per sua esclusiva iniziativa e senza autorizzazione alcuna da parte del cliente medesimo (v. Cass. Sez. I, ord. N. 30114 del 14.12.2017).
Da ultimo, il Giudice, aderendo all’orientamento giurisprudenziale maggioritario, riportato nel ricorso introduttivo dall’Avv. Barnaba, ha ulteriormente chiarito che per eseguire il calcolo del TEG (tasso effettivo globale), vanno sommati agli interessi moratori anche tutti gli altri costi connessi all’operazione finanziaria (spese, commissioni di massimo scoperto, penali, spese di polizza, spese CTU, ecc. ecc.).

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17/9/20 LA POLITICA TENGA GIU’ LE MANI DALLA BANCA POPOLARE DI BARI

Oggi il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, dopo 5 anni di disinteresse verso 70.000 azionisti truffati e azzerati nei loro risparmi, ha riferito che “la Regione chiede di entrare nel capitale sociale della Banca Popolare di Bari con 60 milioni di euro, per poter dare serenità e certezze agli imprenditori pugliesi che intendono lavorare con questa banca”.

Questo progetto del Presidente Emiliano è inaccettabile per i 70.000 azionisti e per le loro famiglie per le seguenti ragioni:

1)      il Presidente Emiliano vorrebbe spendere ben 60 milioni di euro pubblici per avere voce in capitolo all’interno della BPB e rischiare così di continuare nello stesso sistema di gestione che ha causato il crollo: ossia soldi prestati a imprese, persone e progetti che non avevano reale merito creditizio, ma avevano solo relazioni giuste. Come ha dichiarato giustamente ieri il Governatore della Banca d’Italia Visco: “L’esperienza delle gestioni bancarie pubbliche è stata spesso caratterizzata per gravi inefficienze nei processi di allocazione delle risorse e inoltre non va dimenticato che più che del supporto di una grande banca pubblica, l’economia italiana beneficerebbe innanzitutto di una pubblica amministrazione efficiente”. Anche noi pensiamo che la politica dentro una banca genera il rischio di sperperare risorse. E che i soldi pubblici per aiutare davvero le imprese (tutte, non solo quelle vicine al politico di turno), vadano spesi per rendere più efficiente la Pubblica Amministrazione e renderla amica del cittadino, anche con giusti incentivi economici a favore degli impiegati della P.A..

2)      Di chiunque sia la proprietà di una banca, questo non cambia le regole di gestione e di erogazione del credito: pertanto, è irrilevante che vi sia o non vi sia la Regione fra i proprietari. Comunque i soldi potranno esser concessi solo in base alla stringente disciplina vigente e non in base alla discrezionalità della governance.

3)      Il piano industriale attuale, redatto da persone oneste e competenti quali sono i Commissari della BPB, grazie al lavoro di tutte le Associazioni dei consumatori pugliesi, prevede formalmente – fra gli altri elementi - che la nuova governance istituisca un tavolo di conciliazione nel quale esaminare le posizioni degli azionisti truffati, al fine di valutare e risarcire le posizioni di chi dimostri di aver subìto violazioni di regole in sede di vendita delle azioni. E’ su questa iniziativa che una Regione seria avrebbe dovuto sostenere in tutti i modi gli azionisti. Avrebbe dovuto.

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BANCA POPOLARE DI BARI: COSTITUZIONE DEGLI AZIONISTI NEL PROCESSO PENALE

26/6/20 BANCA POPOLARE DI BARI: COSTITUZIONE DEGLI AZIONISTI NEL PROCESSO PENALE

 Il Giudice del Tribunale Penale di Bari ha disposto procedersi al giudizio immediato nei confronti di Marco e Gianluca Jacobini, imputati, a vario titolo, dei reati di false comunicazioni sociali, falso in bilancio, falso in prospetto.

Gli imputati sono accusati, in particolare, di:

-          aver esposto, nel bilancio della Banca Popolare di Bari, informazioni e fatti materiali non rispondenti al vero, in modo idoneo ad indurre in errore soci e pubblico, alterando in modo sensibile la situazione economica, patrimoniale e finanziaria della Banca;

-          aver esposto false informazioni ed occultato dati e notizie rilevanti nei prospetti informativi pubblicati e diffusi in occasione degli Aumenti di capitale del 2014 e del 2015, in modo da indurre in errore e ingannare i destinatari del prospetto.

È evidente che le condotte contestate agli imputati hanno danneggiato inevitabilmente gli azionisti, sia perché hanno cagionato il depauperamento del valore dell’azienda e quindi delle azioni e sia perché gli azionisti sono stati impossibilitati a valutare correttamente i valori reali ed i rischi effettivi connessi ai titoli BPB e ad effettuare consapevoli scelte di investimento e/o di disinvestimento.

COSA SI PUÒ RICHIEDERE

Con la costituzione di parte civile, per gli azionisti è possibile richiedere la condanna degli imputati al risarcimento di tutti i danni subiti, sia patrimoniali, pari all’importo versato per l’acquisto delle azioni BPB, sia non patrimoniali per il danno morale subito a causa dei reati commessi.

COME FARE PER COSTITUIRSI PARTE CIVILE NEL PROCESSO PENALE

Il termine per la costituzione di parte civile è fissato per la prossima udienza del 16 luglio 2020.

Per poter partecipare all’azione giudiziale, è necessario raccogliere e consegnare, entro il 13 luglio p.v., la seguente documentazione:

1)       firmare la procura speciale in favore dell’avvocato che sceglierete

2)       Copia di un documento d’identità valido;

3)       Copia del codice fiscale;

4)       Copia degli ordini di acquisto delle azioni BPB

5)       gli estratti del dossier titoli degli ultimi dieci anni da cui risultano eseguiti gli acquisti delle azioni BPB oppure gli estratti di conto corrente da cui si evincono i pagamenti eseguiti per acquistare le azioni BPB;

6)       Copia di un estratto dossier titoli recente (2019, meglio se 2020) comprovante l’attuale titolarità delle azioni BPB.

Laddove la banca non rilasci i documenti sub n.4 e n.5 entro il 16 luglio, sarà utile allegare la richiesta scritta fatta alla stessa, cosi da poter depositare i documenti in seguito. Almeno il documento 6 è però indispensabile.

Chiunque voglia procedere o ricevere maggiori informazioni, può contattarci alle seguenti e.mail: confconsumatoripuglia@gmail.com; confconsumatoripuglia@yahoo.it;  oppure al numero di telefono 3317626869

 

 

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BANCA POPOLARE DI BARI: PERCHE’ VOTARE A FAVORE DELLA TRASFORMAZIONE IN SPA E’ L’UNICA SOLUZIONE UTILE E CONVENIENTE PER AZIONISTI E OBBLIGAZIONISTI

Nella prossima assemblea del 30 giugno, gli azionisti della BPB saranno chiamati a decidere se trasformare la banca da cooperativa a società per azioni.
Nella società cooperativa il voto è capitario, ossia ogni azionista vota per uno, indipendentemente dalla quantità di azioni che possiede. Nella S.p.A. invece, il voto pesa sulla base della quantità di azioni possedute.
La verifica dei numeri di bilancio eseguita dai Commissari ha accertato che le perdite della banca hanno eroso per intero il capitale sociale detenuto dagli attuali azionisti, che si è quindi azzerato.
La Banca Medio Credito Centrale ed il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi sono pronti a ripianare le perdite e ricostituire il capitale della BPB versando una somma rilevante di circa 1,6 miliardi di euro. Tuttavia, la prima condizione perché ciò accada è che si passi dal voto capitario al voto per quote, perché di certo questi enti non possono versare queste somme e poi votare per uno (per assurdo, tre azionisti che acquistassero mille euro di azioni, conterebbero più di loro, se rimanesse la forma sociale cooperativa).
Quindi, se gli azionisti votassero contro la trasformazione in S.p.A. in assemblea, il giorno dopo MCC ed il FITD negherebbero la ricapitalizzazione e la banca sarebbe posta in liquidazione coatta amministrativa.
Le conseguenze sarebbero quelle già viste in vari altri casi, il FITD aiuterà un’altra banca ad acquistare “a un euro” la BPB, salvando così tutti i correntisti, i lavoratori, le imprese del territorio che hanno bisogno di liquidità, ma azzerando totalmente gli azionisti e tutti gli obbligazionisti.
Una precisazione per completezza devo farla sul FIR, il Fondo Indennizzi Risparmiatori che non si applica e non si applicherebbe comunque alla BPB, anche in caso di messa in liquidazione coatta amministrativa, per due ragioni: 1) la legge istitutiva del FIR circoscrive la sua applicazione alle banche già “fallite”; 2) la più importante è che mancano le risorse, perché purtroppo già l’attuale dotazione del Fondo (1,5 miliardi di euro in tre anni) in realtà appare insufficiente a coprire davvero il 30% degli azionisti delle varie banche decotte (il cui capitale sociale complessivo era ben oltre i dodici miliardi di euro).
Nello scenario positivo della trasformazione in S.p.A. si avranno le seguenti conseguenze: 1) gli obbligazionisti riceveranno il totale rimborso delle obbligazioni per euro 285 milioni, visto che MCC è una banca statale, solida e quindi più che capace di rimborsare quel debito. 2) gli azionisti riceveranno subito quello che i Commissari hanno promesso a livello di ristori; 3) tutti gli azionisti che hanno già intentato una causa - o che la vogliano avviare in futuro - hanno necessità di avere dinanzi una banca solida e solvibile, mentre in caso di l.c.a., per legge, nessuna azione giudiziale può esser avviata o proseguita. 4) Con l’arrivo della nuova proprietà gestita da MCC, sarà possibile rafforzare il tavolo di conciliazione o negoziare altre soluzioni stragiudiziali che riconcilino l’azionista-cliente con la banca.
Per queste 4 concrete ed evidenti ragioni, in antitesi con lo scenario dannoso e antieconomico della l.c.a., appare chiaro che l’unica scelta utile per gli azionisti sia votare a favore della trasformazione in S.p.A..
Il 13 giugno la banca ha pubblicato l’avviso di convocazione dell’assemblea dei soci, con le istruzioni per le modalità con cui votare. Potrete leggerlo sul sito della banca.
Per informazioni Confconsumatori Puglia:
confconsumatoripuglia@yahoo.it - 3317626869 - 0805230907

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12.6.2020 Dentix chiude e cessa le prestazioni ai clienti. Confconsumatori: interrompere tutti i finanziamenti dei pazienti

La società Dentix Italia s.r.l., società low cost che si occupa di cure dentali e che, allo stato, gestisce 57 sedi sparse in tutta Italia (con due sedi in Puglia), ha chiuso i battenti in maniera del tutto inattesa.

Tuttavia, tanti pazienti avevano stipulato dei finanziamenti per pagare le cure promesse e, ad oggi non ancora erogate. La Dentix Italia s.r.l., quindi, si presume che abbia incassato dalle finanziarie l’intero compenso per prestazioni mai rese.

Alla Confconsumatori si sono rivolti molti pazienti i quali giustamente si interrogano sulle conseguenze della chiusura repentina della società.

A seguito di uno studio del caso, gli Avv.ti Dario Barnaba e Filomena Lisi di Confconsumatori, hanno verificato che sussistono i presupposti giuridici per procedere con la sospensione dei pagamenti delle rate del finanziamento direttamente collegato al contratto di assistenza medico – dentistica e, in alcune fattispecie, laddove nessuna prestazione sia stata effettivamente erogata dalla società, sarà possibile richiedere alla finanziaria anche la restituzione degli importi indebitamente percepiti per cure mediche non eseguite.

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