I quotisti dei fondi immobiliari Invest Real Security (Irs) e Obelisco, entrambi collocati da Poste Italiane S.p.A. e gestiti dalla InvestiRE SGR hanno appreso importanti novità che avranno ricadute pesanti sul proprio investimento. Infatti, il fondo Irs, in scadenza il 31 dicembre 2016, è stato chiuso con vendita degli immobili scontati fino all’80% rispetto al NAV di giugno; alcuni immobili di Obelisco, anche se in chiusura nel 2018, sono stati venduti sempre con sconti superiori al 50%.
Tali decisioni comporteranno una drastica riduzione del valore delle quote, stimabile, almeno rispetto al fondo Irs, in circa il 60% in meno del valore iniziale dei titoli. Una vicenda che, soprattutto per quanto riguarda Irs ricorda da vicino il caso Olinda e la gestione di Prelios SGR, già sotto la lente di ingrandimento di Confconsumatori. Tutto questo senza avere preventivamente informato i titolari dei fondi delle operazioni in corso, effettuate, per Irs, a pochi giorni dalla chiusura definitiva del Fondo.
Confconsumatori, come descritto nell’articolo pubblicato sul Sole 24 Ore Plus 24 del 31.12.16, ha chiesto formalmente all’AD di Poste Italiane, Francesco Caio, di trovare forme di salvaguardia e di compensazione dei risparmi delle famiglie e della clientela retail, consapevole che grazie alla fiducia riposta negli Uffici postali, sono stati coinvolti negli acquisti tanti cittadini assolutamente privi di profilo di rischio adeguato alla effettiva rischiosità dei titoli venduti. Secondo gli avv.ti Antonio Pinto e Antonio Amendola, legali di Confconsumatori che stanno seguendo 55 quotisti di Fondi: “la via da percorrere è di agire collettivamente, sia in sede penale promuovendo un esposto che chieda di indagare sulla diligenza nella gestione dei Fondi e sia in sede civile, per far accertare l’invalidità dei contratti di acquisto e la negligenza nella gestione dei Fondi. Tanto al fine di ottenere il risarcimento dei danni subiti”.
Per informazioni rivolgersi a confconsumatoripuglia@yahoo.it.
A tutela dei molti risparmiatori, quotisti dei Fondi Irs e Obelisco, che stanno subendo una drastica riduzione del valore delle loro quote, Confconsumatori offre i seguenti servizi: 1) predisposizione di una diffida stragiudiziale, che sarà inviata: a) alla Società di Gestione Investire SGR e, per conoscenza, alla Consob, volta a rilevare la negligenza dimostrata nella fase di gestione e/o liquidazione degli attivi, ed a richiedere il risarcimento di tutti i danni subiti e subendi dai risparmiatori; b) a Poste Italiane S.p.A. (ovvero al diverso soggetto collocatore-venditore delle quote), per far valere l’illegittimità e invalidità della vendita delle quote dei due Fondi. Tali diffide saranno altresì fondamentali ai fini dell’interruzione della prescrizione e della costituzione in mora. Lo scopo è richiedere la restituzione della sorte capitale investita nell’acquisto delle quote. 2) Costante aggiornamento in relazione ad ogni sviluppo della vicenda e ad ogni prossima iniziativa. Tanto al solo costo di iscrizione all’Associazione di € 20,00.
Al fine di procedere con le attività sopra indicate, occorrerà inviare all’indirizzo confconsumatoripuglia@yahoo.it la seguente documentazione:
1) Modulo di iscrizione all’Associazione debitamente compilato;
2) Traccia del bonifico di € 20,00 eseguito al seguente IBAN;
3) Copia di un documento d’identità in corso di validità;
4) Ultimo estratto conto dossier titoli in cui siano presenti le quote del Fondo Immobiliare acquistate.
5) Storico dell’estratto conto dossier titoli in cui siano indicati i movimenti relativi alle quote del Fondo Immobiliare acquistate e vendute nel corso degli anni, oppure copia degli ordini di acquisto e di vendita delle quote.
All’esito della diffida, Confconsumatori provvederà ad inviare a ciascuno degli iscritti una proposta che, tenendo conto della singola posizione personale, conterrà le seguenti possibili attività:
a) Esposto penale collettivo da presentare presso la Procura della Repubblica, finalizzato ad accertare le responsabilità sia di Poste Italiane quale soggetto collocatore delle quote dei Fondi immobiliari IRS ed OBELISCO e sia della Società di Gestione del Risparmio INVESTIRE SGR che ha gestito i due suddetti Fondi;
b) Arbitrato presso la Consob per chiedere la risoluzione del contratto di vendita delle quote e il risarcimento dei danni subiti.
c) Causa civile collettiva nei confronti di Poste Italiane S.p.A. (quale soggetto collocatore e intermediario finanziario delle quote dei Fondi IRS ed Obelisco) e di Investire SGR (Società che ha gestito i due Fondi immobiliari), al fine di chiedere il risarcimento dei danni subiti.
Oggi a Bari il Comitato per la tutela degli azionisti della BPB, costituito da sei Associazioni dei consumatori, ha incontrato i propri soci, azionisti della banca, per analizzare le novità accadute nelle ultime settimane.
Innanzitutto il Consiglio di Stato, con provvedimento dello scorso 2 dicembre, ha chiesto alla Corte Costituzionale di verificare l’incostituzionalità del Decreto sulle banche popolari; in particolare l’attenzione del Consiglio di Stato si è concentrata nella parte in cui si prevede che l’azionista ha il diritto di recedere, ma non di esercitare il diritto alla liquidazione delle azioni, e quindi di ottenere il rimborso del prezzo delle azioni. Se la Corte accoglierà tale specifico rilievo di incostituzionalità, allora, dopo la trasformazione in S.p.A. della BPB, ogni socio che lo voglia, potrà recedere ed aver diritto al rimborso di quanto detiene, sulla base del valore fissato attualmente. Addirittura il CDS ha chiesto anche di verificare l’incostituzionalità dell’intero decreto sulla trasformazione delle banche popolari, perché mancherebbero i requisiti di necessità ed urgenza invocati all’epoca dal Governo per emanare il decreto nel 2015. Quindi se la Corte dovesse accogliere tutti i rilievi del CDS, la conseguenza potrebbe anche essere l’abrogazione dell’intera legge.
D’altro canto sembra che il Governo si appresti a varare un nuovo decreto salva banche, con il quale prevederà una serie di misure. Fra queste norme, vi sarà forse anche il rinvio del termine (oggi fissato alla fine di quest’anno) entro cui le banche popolari (e quindi fra queste la BPB) devono trasformarsi in S.p.A., pena la messa in liquidazione coatta, con inevitabile ricaduta per gli azionisti sull’assemblea del 27 dicembre che, per effetto, potrebbe slittare ancora o comunque non avere più all’ordine del giorno la trasformazione. Tale rinvio, tuttavia, se introdotto, significa che tutto rimarrà congelato sino al nuovo termine fissato e sino a quando la Consulta non avrà emesso la sua sentenza.
Inoltre, la scorsa settimana, la Procura di Bari ha fatto eseguire perquisizioni all’interno della banca. L’ipotesi accusatoria finora emersa è che vi sia stato ostacolo alle attività di controllo ed ispettive della vigilanza esercitata dalla Banca d’Italia. L’accusa dei PM, secondo le informazioni diffuse dalla stampa, parrebbe esser quella di violazione dell’ordine cronologico nell’esecuzione degli ordini di vendita delle azioni; il rilascio di linee di credito, in via diretta o indiretta, con l’acquisto di azioni: in sintesi la Procura starebbe verificando se siano state poste in essere condotte lesive dell’integrità patrimoniale della banca. Il Comitato guarda al lavoro della Magistratura penale con grande rispetto e attenzione, consapevole che tale vaglio sarà un elemento di chiarezza e di orientamento anche per tutti gli azionisti. Infatti, attesi i poteri ispettivi molto incisivi della Procura, al termine delle indagini, laddove dovessero risultare condotte illegittime della banca, il Comitato si costituirà parte civile ed anche gli azionisti potranno fare altrettanto, anche per il tramite del Comitato, al fine di chiedere il risarcimento dei danni. Invece, nel caso in cui gli esiti delle indagini dovessero propendere per la correttezza della gestione della banca, gli azionisti ed i mercati avranno ricevuto una forte rassicurazione.
Nonostante questa fase di incertezza e di inevitabile attesa (decisione della Corte Costituzionale, indagini della Procura e nuovo Decreto del Governo), il presidente del Comitato Canio Trione e i componenti del direttivo Alessandro Amato, Vincenzo Laudadio, Antonio Pinto e Giovanni Delia, hanno chiarito che comunque insisteranno nel chiedere alla banca di dare attuazione alle richieste formulate il 12 novembre scorso e già oggetto di due incontri del tavolo tecnico di confronto:
E’ chiaro che in questa situazione in continua evoluzione, è indispensabile che il Comitato continui ad acquisire sempre maggiore rappresentatività per avere maggior peso dinanzi alle varie istituzioni con cui dovremo rapportarci. Per informazioni e iscrizioni: comitatoazionistibpb@gmail.com – tel. 3511336973 – Via Dante 164 Bari.
Giovedi 22 dicembre, alle ore 15, in Bari alla V. Dante 164, il Comitato per la tutela degli azionisti della BPB, incontra i soci per descrivere e analizzare le rilevanti novità accadute nelle ultime settimane.
L'assemblea per la trasformazione in S.p.A., il Consiglio di Stato che rinvia alla Corte Costituzionale il Decreto sulle Popolari perchè lo ritiene incostituzionale, l'inchiesta penale della Procura di Bari, l'atteso Decreto legge del governo sulle banche, sono tutti fatti rilevanti che incidono sulle posizioni degli azionisti.
Occorre comprendere per poter scegliere come agire per tutelare i propri diritti.
Saranno presenti tutti i rappresentanti delle Associazioni dei consumatori componenti il Comitato.
Lo scorso 24 novembre, come molti di Voi avranno saputo, la BPB ha fissato il prezzo di recesso per le azioni al valore di euro 7,50, pari dunque al valore delle azioni risultante dall’ultima assemblea dei soci.
Come Comitato riteniamo tale passaggio importante e positivo, sia perchè tante altre banche, in questa occasione, avevano invece quasi azzerato il valore dell’azione, sia perchè tale valore sembra non aver incontrato l’opposizione della Banca d’Italia, la quale contestualmente ha concluso la sua ispezione sulla BPB.
A ciò si aggiunga che di recente la BPB ha pubblicato la relazione semestrale di settembre 2016 dalla quale risulta un utile per 4,7 milioni di euro. Anche questo è un elemento di discontinuità rispetto ai numeri di altre banche, che sono invece arrivate alla trasformazione o con situazioni patrimoniali di perdite enormi o addirittura non ci sono arrivate proprio, perché fallite.La fissazione del prezzo di recesso a tali condizioni è il primo punto del percorso di tutela degli azionisti; questo fatto ci permetterà di proseguire il confronto tra le parti, già iniziato la scorsa settimana, con una maggiore serenità che, di certo, una svalutazione del valore delle azioni non avrebbe consentito.
Lo scenario determinatosi ora deve però consolidarsi anche attraverso l’attuazione dei tre punti su cui ci stiamo già confrontando con la banca:
Passaggio successivo è quello di trovare soluzione al problema della liquidabilità del titolo.
Infatti, una normativa del 2015, che per più motivi riteniamo incostituzionale, ha da un lato disposto il blocco del diritto di recesso sino alla trasformazione in spa e poi, una volta che la banca sia stata trasformata in spa, il blocco del diritto di rimborso, diritto che quindi rimane solo astratto, perché nella pratica ed in sostanza, gli azionisti non potranno effettivamente recedere ed ottenere il corrispettivo del valore, come sarebbe invece previsto dall’art. 2437 c.c. in caso di trasformazione della società, ma solo vendere ad un potenziale acquirente.
Le possibili alternative che oggi si offrono agli azionisti sono, dunque, i seguenti:
Il Comitato, dal canto suo, potrà avere ulteriore potere contrattuale e successo nelle proprie proposte nei confronti della banca, solo continuando ad incrementare le iscrizioni dei tanti azionisti della BPB.
A breve, infine, Vi comunicheremo un’iniziativa pubblica, prima dell’assemblea della banca annunciata per l’11 dicembre, dove descriveremo con maggiori dettagli sia i risultati dei tavoli di confronto con la banca e sia le opzioni per i soci.
Il Comitato non intende raccogliere deleghe per la prossima assemblea, perché sulla scelta di fondo (trasformazione o meno in S.p.A.) non vi è una vera scelta da fare e non intende sostituirsi alle singole scelte dei propri iscritti, cui ovviamente è data libertà di scelta e valutazione.
Per informazioni e iscrizioni: scrivere a comitatoazionistibpb@gmail.com – tel. 3511336973 – Via Dante 164 Bari, o rivolgersi presso le sedi territoriali delle Associazioni: Adusbef, Codici, Codacons, Confconsumatori, Adiconsum, Unione Nazionale Consumatori
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